Social media e generazioni a confronto

I Social più Usati Durante l’Emergenza Coronavirus: Generazioni a Confronto

L’avvento del Coronavirus e il conseguente lockdown hanno drasticamente influenzato le abitudini e la routine di ognuno di noi. Il traffico e la sveglia della mattina presto sembrano solo un vecchio ricordo per coloro che lavorano in smart working e necessitano solo di accendere il loro computer per “essere” in ufficio.

Ma anche il tempo passato con gli amici non è più lo stesso e, non potendo uscire di casa, ci si organizza come si può. Ed ecco che gli aperitivi al bar diventano “aperitivi virtuali”, il sabato sera si trascorre con le dirette Instagram sui balconi delle celebrities e la domenica è diventata il giorno della pizza fatta in casa. 

L’emergenza Coronavirus e l’impossibilità di uscire di casa hanno contribuito al recente aumento del tempo del trascorso online. Nella settimana tra il 16 e il 22 marzo la media del tempo speso online è stato del +61% in più rispetto alle settimane prima del virus. 

Durante il periodo che stiamo vivendo, i social media sono diventati l’unico mezzo tramite il quale poter rimanere in contatto con gli altri. Non a caso, tra i social più usati, come Instagram e Facebook, le visualizzazioni live hanno registrato un’impennata, così come le app di messaggistica che hanno segnato un +1000% delle chiamate di gruppo. 

Durante il lockdown, il crescente consumo di contenuti online, specialmente tra la Generazione Z e i Millennials, ha anche causato un cambiamento nel concetto di intrattenimento.

Per tutte le generazioni c’è stato un incremento del tempo trascorso a controllare aggiornamenti sull’emergenza Coronavirus, con la Generazione X che conduce con un 68%. Volendo tirare le somme e mettere le generazioni a confronto, come è cambiato il consumo mediatico dall’inizio del lockdown? Le statiche dimostrano che la Generazione Z spende più tempo sui servizi di messaggistica (62%), i Millennials sui servizi streaming online (58%), la Generazione X con la propria famiglia (52%) e infine i Baby Boomers guardando la televisione (51%). Analizziamo nel dettaglio quali sono i social più usati durante l’emergenza.

Generazione Z e Millennials a Confronto

Essendo nate sotto il segno della tecnologia, le generazioni più giovani comprese nella fascia d’età tra i 16-37 anni, come i Millennials e la Generazione Z, sono quelle che si sono adattate più facilmente alle nuove abitudini dettate dall’emergenza Coronavirus. 

Il lockdown non è infatti riuscito a fermare le uscite di gruppo e i momenti di condivisione tra i giovani. Il segreto è sapersi reinventare e usare la tecnologia come un mezzo di aggregazione. Tra videochiamate e dirette Instagram, non è mai stato così facile passare il weekend in compagnia direttamente dal proprio salotto di casa. Non c’è perciò da stupirsi se nella prima settimana di lockdown, app come Houseparty, ZOOM e Skype sono state tra le più scaricate sia da Android che da IOS. C’è chi le usa per ragioni didattiche, in quanto la riapertura delle scuole è ancora incerta, chi per festeggiare il compleanno e chi non riesce a rinunciare alle vecchie abitudini e prima di cena, con un bicchiere di vino in mano, si trova virtualmente circondato dai suoi amici. Basti pensare che il termine “aperitivo/aperitivi” in correlazione con “Coronavirus” è stato citato per un totale di 140,7 mila messaggi, con un engagement di 2,6 milioni di interazioni. Condividi il Tweet 

Tra i social più usati, Instagram rimane uno dei canali più popolari tra i Millennials e la Generazione Z anche in quarantena. Dalle dirette del “Jova House Party” passando per i concerti organizzati sul balcone di Chiara Ferragni e Fedez,  per arrivare ai live di Jo Squillo che, armata di console e manichini sullo sfondo, è diventata una delle regine indiscusse. 

Sono migliaia i giovani che si riuniscono giornalmente per seguire le tante dirette organizzate su Instagram. Non solo intrattenimento, anche allenamenti di pilates, zumba e yoga sono diventate un must delle dirette su Instagram. L’utilizzo di questa funzionalità è cresciuta enormemente in queste settimane tanto che negli Stati Uniti ha registrato un’impennata di addirittura oltre il 70%.

Durante il lockdown, è aumentato anche il tempo che i Millennials e la Generazione Z spendono caricando o consumando video online su piattaforme come Youtube e TikTok. I contenuti video più apprezzati da queste due generazioni riguardano consigli su come gestire il lavoro da remoto e la didattica online, suggerimenti su come tenersi in forma e le ricette di cucina. 

Tuttavia, mettendo le due generazioni a confronto, è possibile notare come le due categorie si distinguono per quanto riguarda le abitudini di consumo dello streaming online. Mentre i Millennials prediligono servizi streaming come Netflix, Amazon Prime e il nuovo Disney+, la piattaforma preferita della Generazione Z rimane Youtube. Questa differenza potrebbe essere dettata dal fatto che i Millennials abbiano con più probabilità un lavoro retribuito e di conseguenza, sono più inclini a sottoscrivere un abbonamento  a più servizi contemporaneamente. Il 64% dei Millennials, infatti, è abbonato  a due o quattro piattaforme streaming online.

Generazione Z e i Social Media più Usati in Lockdown

La Generazione Z, che comprende i giovani tra i 16 e i 23 anni, si può dire che sia letteralmente cresciuta con Youtube, creato nel 2005. Oltre ad usare Youtube come fonte di intrattenimento, la Generazione Z lo usa soprattutto per imparare cose nuove, come afferma l’80% degli adolescenti. Ad esempio, dall’inizio del lockdown, sta diventando molto popolare tra la Generazione Z l’uso di Youtube come materiale didattico da integrare ai libri di testo o come stimolo per studiare. 

I video “studia con me”, in cui i creator studiano in silenzio o danno consigli su come adattarsi alla didattica online, hanno acquistato terreno dall’inizio del lockdown. Un altro trend approdato su Youtube è la nuova campagna #conme in cui i creator offrono intrattenimento e compagnia su argomenti di vario genere. 

Un altro canale ormai impossibile da non citare quando si parla di Generazione Z è Tik Tok, il social che punta sul concentrare una buona dose di creatività in massimo 60 secondi di video. È da circa un anno  che TikTok ha acquistato terreno diventando una delle app più scaricate al mondo. I TikToker sono ormai diventati tanto famosi quanto gli Youtubers e gli Instagramers. 

La popolarità di TikTok tra la Generazione Z è incoraggiata dal fatto che questa fascia d’età tende a prediligere contenuti video che siano brevi e allo stesso tempo creativi. Si stima che entro il 2022, i video online costituiranno più dell’82% di tutto il traffico generato dai consumatori. Condividi il Tweet

Generazione X e Baby Boomers a Confronto

Anche per quanto riguarda la Generazione X e i Baby Boomers, il lockdown ha causato un incremento del tempo speso online. In queste due categorie rientrano le persone tra i 38 e i 64 anni e che quindi non sono cresciuti nell’era digitale

Nonostante, la Generazione X e i Baby Boomers preferiscano dedicare gran parte del loro tempo ad attività che non necessitino dell’uso esclusivo di Internet, hanno comunque incrementato la loro media giornaliera del tempo speso online. Tuttavia, gran parte delle loro attività è finalizzato alla ricerca di news sull’emergenza Coronavirus

La Generazione X e i Baby Boomers sono le due categorie più legate ai media tradizionali. Non è perciò sorprendente che queste due generazioni stiano consumando più televisione rispetto agli altri. Dall’inizio della crisi si è registrato un +30% dell’audience totale che guarda la televisione. In media, il consumo della TV è aumentato di 70 minuti per persona. A causa dello stop di alcuni live show e delle manifestazioni sportive, i settori dell’intrattenimento e delle informazioni sono quelli che stanno giovando di più da questa situazione. Tuttavia, gli eventi più seguiti in Italia durante il lockdown sono i momenti istituzionali, tra i quali le rassegne stampa del Presidente del Consiglio e le funzioni religiose del Papa in occasione della Urbi et Orbi e della Via Crucis. 

Come l’Emergenza Coronavirus ha Accomunato le Varie Generazioni

L’emergenza Coronavirus ha spinto la Generazione Z e i Millennials a frequentare sempre di più gli ambienti online, che di fatto vanno ad affiancare quelli offline in tutti (o quasi) i momenti della quotidianità, dallo svago allo studio, dagli aperitivi al lavoro. Per la Generazione X e i Baby Boomers l’incremento del tempo speso sui social è minore, e rimangono, infatti, fedeli alle attività offline e ai media tradizionali.

A prescindere dalla tipologia di contenuto consumato e dalle differenze d’età e di interessi, tutte le generazioni risultano accomunate da una costante: l’incremento del tempo speso online durante l’emergenza Coronavirus. Di fronte a questa evoluzione, come si devono comportare i brand? Quali strategie devono adottare? Scoprilo nel nostro articolo 10 Strategie di Comunicazione da Seguire sui Social ai Tempi del Coronavirus.

 

Fonti: 

  • https://www.ninjamarketing.it/2020/04/15/gen-z-streaming-online-quarantena-contenuti-piu-visualizzati/
  • https://blog.globalwebindex.com/trends/how-the-outbreak-is-changing-entertainment-habits/
  • https://www.gqitalia.it/tech-auto/article/social-network-quarantena-tik-tok-instagram-facebook
  • https://www.forbes.com/sites/jessicabaron/2019/07/03/the-key-to-gen-z-is-video-content/#1a35c1853484
  • https://www.thismarketerslife.it/digital/instagram-riscopre-le-live
  • -tutti-i-segreti-dello-strumento-rivelazione-della-quarantena/
  • https://www.visualcapitalist.com/media-consumption-covid-19/
  • https://www.ultimavoce.it/coronavirus-e-giovani/
  • http://www.audiweb.it/news/comunicati-stampa/Analisi-Audiweb-week-settimane-2-22marzo2020.html
  • https://www.blogmeter.it/it/blog/nuove-abitudini-italiani-coronavirus
  • https://www.thinkwithgoogle.com/intl/it-it/trend-youtube-quarantena-italia/
  • https://www.primaonline.it/2020/03/23/303581/coronavirus-e-dieta-mediatica-aumenta-il-consumo-tv-anche-pay-e-radio-e-la-propensione-allacquisto-di-magazine-e-libri-online/
  • IAB Italia – Reinventare la Comunicazione