Potere al visual content: l’informazione diventa dinamica

Potere al visual content: arricchire un contenuto con un elemento visivo cattura l’attenzione dell’utente e favorisce la ricezione, la decodifica e il ricordo di un messaggio.

Se un testo aiuta ad approfondire una tematica, e un video favorisce l’immersione, un contenuto visivo impattante comunica all’istante e rivoluziona le logiche della narrazione.

Un esempio convincente? Shortology, una case history di successo che testimonia come sia possibile – ed incredibilmente appealing – raccontare trame di film, biografie e qualsiasi evento in poche semplici icone grafiche.

Non sorprende, quindi, come oggi sempre più aziende stiano comunicando con visual content innovativi e smart per trasferire in modo nuovo numeri, news o ricerche.

I formati più usati? Le infografiche, che con semplici tratti illustrati sintetizzano concetti anche complessi, o le data visualization, che trasformano numeri e informazioni in illustrazioni, molto più digeribili e semplici da comprendere.

Sulla rampa del successo il mondo del visual content sta ancora cambiando, adeguandosi alle nuove tecnologie e alle attuali modalità di fruizione di contenuti digitali.

La trasformazione più evidente? Quella che ha portato alla genesi di nuovi formati, come le giphographics.

Di cosa si tratta? Lo scopriamo subito.

Giphographics e visual content 3.0: quando l’informazione diventa dinamica

Trasformare i dati di bilancio o il resoconto di una lunga analisi di mercato in un’infografica snella e impattante non basta più.

Per abbattere il muro dell’indifferenza degli utenti e attirare la loro attenzione, il visual content deve cambiare pelle. Come? Passando da una dimensione statica ad una dinamica, diventando una pillola di intrattenimento o sfoderando un po’ d’ironia.

Ecco alcuni dei formati più interessanti e freschi attraverso cui un brand può comunicare in modo visivo.

Giphographics: la comunicazione visiva diventa dinamica

È questa la prima caratteristica delle giphographics, il nuovo trend in fatto di visual content che unisce il potere esplicativo dell’infografica con un formato più moderno, perfetto da condividere. Un esempio bizzarro? How to eat an artichoke” firmato Ocean Mist Farms, un’azienda agricola con sede in California specializzata nella coltivazione di carciofi. Una realtà che ha scelto una giphographic per rispondere al dubbio di tanti consumatori “…come si mangia un carciofo?”. Per gli utenti più nerd, invece, ecco una giphographic straordinaria: How Google Works, che combina testi, numeri e icone in movimento per svelare tutti i segreti del più incredibile motore di ricerca.

GIF

Più semplici del visual content precedente e più adatte ad un consumo mordi e fuggi, le GIF sono contenuti divertenti e coinvolgenti che stimolano l’interazione con gli utenti e danno al brand una personalità moderna. Non senza fornire vantaggi concreti: ad esempio quello di mostrare i vari capi in collezione animandoli in loop, per i brand di moda, o di mettere in scena il consumo del prodotto in modo dinamico e no-stop.

Quotes

Quale migliore strumento per capitalizzare sull’influencer marketing, che non sfruttando le parole delle celebrità e tramutandole in un visual content? Visualizzare quotes di personaggi rilevanti attira l’attenzione e favorisce la condivisione. Lo sa bene la rivista Forbes che nella versione online, prima di visualizzare la pagina selezionata, intrattiene i lettori con un quote diverso ogni giorno, tratto da un grande leader.

Meme

Sono un vero trend in fatto di visual content perché sono immediati, veloci da fruire e in grado di combinare memorabilità, immediatezza e ironia. Uno strumento visivo ideale, ad esempio, per sdrammatizzare comunicazioni noiose. Come TNW che utilizza un meme per avvertire gli utenti sull’utilizzo di cookies.

Cards

Queste pillole visive, che uniscono un’immagine ad un testo, contengono statement perfetti da condividere tra utenti. Un modo infallibile per trasformare le parole della marca nella voce delle persone e per aumentare la brand awareness. Un esempio? Le card di Grammarly, o le irriverenti cards di Someecards.

Nuovi formati di visual content: comprensione e condivisione garantiti

Scegliere di comunicare attraverso visual content rende più semplice trasferire in modo impattante un messaggio, aiutando l’utente a ricordarlo a lungo.

Un cliente alle prese con un testo, ad esempio, dopo 3 giorni tenderà a ricordarne solo il 10%: basterà affiancare alle parole un’immagine rilevante per portare il contenuto memorizzato al 65%.

Ma la comprensione non è l’unico vantaggio legato all’utilizzo di visual content.

Oltre a decodificare un messaggio più velocemente ed a ricordarlo in modo più semplice, di fronte ad un visual content un utente è più coinvolto: non sorprende, quindi, che su Facebook un post con un’immagine registri tassi di engagement più alti del 37% rispetto alla media.

Il visual content, inoltre, stimola l’utente alla condivisione del messaggio sulle più diverse piattaforme social: fare “share” di un visual content è immediato, con benefici evidenti di passaparola e visibilità per il brand.

Qualche dato?

  • un visual content ha 40 volte più chances di essere condiviso rispetto ad uno solo testuale
  • l’infografica ha un tasso di condivisione social di 3 volte superiore ad ogni altro contenuto
  • un tweet arricchito da un’immagine viene condiviso il 150% in più di un “cinguettio” solo testo
  • su LinkedIn le immagini ottengono il 98% dei commenti in più rispetto al solo testo

Coinvolgimento, awareness, condivisione: tutto in un’immagine.