User experience design: non c’è UX senza utente

Partiamo da un presupposto: non c’è UX senza utente. UX sta per user experience, esperienza dell’utente, e può essere intesa come un insieme di sensazioni, emozioni e ricordi che l’utente prova nel relazionarsi con un sito, un prodotto o un brand. Per dirla in maniera più accademica, lo User eXperience Design (UXD) è quella disciplina che studia l’esperienza degli utenti, a partire dalle culture, dalle sensibilità, dalle capacità di cui sono portatori, allo scopo di metterli nelle condizioni migliori per poter vivere un’esperienza positiva.

L’obiettivo dello User eXperience Design è quindi quello di capire e analizzare quale sia l’esperienza delle persone prima (passato), durante (presente) e dopo (futuro) la relazione tra loro e un sito, un brand, un prodotto o un servizio. A questo punto la domanda sorge spontanea: come possiamo studiare l’esperienza dell’utente senza quest’ultimo? Come possiamo capire quali saranno le loro reazioni e le loro percezioni di fronte a un nostro lavoro se non facendo una serie di test?

[Tweet “Obiettivo dell’UXD è studiare l’esperienza tra persone e un sito, un brand, un prodotto”]

Conviene fare User eXperience Design?

Facciamo un passo indietro e capiamo perché conviene fare User eXperience Design (UXD). Mettiamo che una grande società ti affidi un lavoro, che si ponga degli obiettivi e che tu, con il tuo lavoro, debba soddisfarli. L’opzione A è semplice: fai il tuo lavoro, ti piace, piace al cliente, il progetto si realizza. L’opzione B è più complicata, lunga e dispendiosa: si parte con lo studio del contesto e del target, si progetta, si realizzano dei prototipi – prima a bassa e poi ad alta fedeltà – si effettuano test di usabilità o test esperienziali su un campione di utenti quanto più simili a quelli finali, si realizza il progetto. Ah, e in tutto questo il cliente viene costantemente aggiornato e coinvolto nel design. Cosa scegli: opzione A, semplice e veloce, o l’opzione B, complicata, lunga e dispendiosa? Noi scegliamo la B, e ti spieghiamo perché.

Mettila così: il tuo lavoro è approvato dal cliente che lo mette in atto ma, all’improvviso, questo viene travolto da una valanga di reazioni negative. Che si fa? Al di là del superare le cinque fasi del diniego – negazione (no, non è vero), della rabbia (perché proprio a me?!), della contrattazione (magari se aggiusto qualcosa la situazione migliora…), della depressione (ci rinuncio), dell’accettazione (ok, non ho fatto quanto dovevo) – il risultato sarà che di fatto l’errore è non aver fatto test importanti prima della produzione, di non aver cioè coinvolto l’utente, quello stesso utente che poi giudicherà il tuo lavoro, nella fase di design.

[Tweet “#UXD: conviene davvero scegliere la strana più facile e veloce?”]

Un progetto che soddisfa pienamente le esigenze degli utenti, in modo unico e memorabile, è anche un progetto che possiede i migliori presupposti per essere vincente secondo gli obiettivi di business dell’azienda. Ricordiamoci che un’esperienza migliore rappresenta il motivo per cui una persona sceglie un servizio piuttosto che un altro, una marca piuttosto che un’altra, un prodotto della tua società piuttosto che quello di un competitor. A parità di tipo di bene erogato ciò che determina il successo di un prodotto sono le sensazioni e le emozioni che una persona ne ricava e assimila. Investire in User eXperience Design (UXD) è un’azione che non sempre viene accolta di buon occhio dalle aziende, ma di fatto sono proprio queste a beneficiarne. Compito dei designer, delle agenzie creative e di marketing e di tutti i professionisti del settore è informare il committente, il cliente, dell’importanza e dei vantaggi dell’User eXperience Design.

UX e UI non sono la stessa cosa

Oh, senza dimenticare che poi UX e UI non sono la stessa cosa! Se lo User eXperience Design ci permette di capire quali passaggi dovrà incontrare (o affrontare) l’utente e in che modo, lo UI design è invece il disegno del ponte di collegamento che permette al soggetto di relazionarsi con il prodotto. Se la UX si riferisce all’esperienza, la UI si occupa invece della progettazione e realizzazione dell’interfaccia, ovvero il punto di contatto tra utente e prodotto. I professionisti di UX e UI lavorano spesso insieme, perché entrambi contribuiscono alla definizione del prodotto o servizio finale.

[Tweet “#UX e #UI non sono la stessa cosa!”]