Trend 2016 Email Marketing

L’email marketing non è una novità: la prima email fu inviata nel 1971 e da allora ne sono cambiate di cose e di trend. Sia nel mondo del digitale che in quello del marketing. Certo, alcuni consigli utili quando si parla di email marketing sono sempre validi, ma nonostante l’età il mondo dell’email marketing è in costante fermento. È uno dei canali più utilizzati da brand di ogni genere, settore e grandezza nonché uno dei strumenti con il più alto tasso di conversione, soprattutto quando parliamo di newsletter.

Già tempo fa abbiamo parlato di alcuni nuovi trend attraverso una serie di elementi da considerare nel nuovo modo di fare email marketing: automazione, perché garantisce open rate più elevati del 119%; mobile design, dato che il 57% degli utenti non consiglierebbe aziende che non producono contenuti non mobile-friendly; call to action, un elemento standard, ma che di fatto può incrementare le conversioni.

Ma come cambierà l’email marketing nel 2016? Quali sono i nuovi trend da tenere in considerazione nel prossimo anno? Ecco una selezione dei principali trend 2016 in tema di email marketing.

[Tweet “#Trend2016: come cambia l’email marketing nel 2016?”]

Usare lightbox per far crescere il proprio database

Lightbox: che si utilizzi un popup o una barra a fondo pagina, uno dei trend 2016 sarà sicuramente l’incremento del numero di siti web, in particolare blog e e-commerce, che utilizzeranno lightbox per aumentare il proprio bacino di utenza. In una parola, il proprio database.

Sebbene alcune statistiche riportino dati di crescita da 5 a 10 volte superiori se si utilizzano lightbox, è anche vero che questo dato va contestualizzato rispetto al sito web, al traffico che genera, ma anche agli altri canali utilizzati dal brand.

In generale ci sono due modi per accrescere la propria base utenti tramite lightbox: il primo è mostrare un popup nel momento in cui l’utente esegue una determina azione come spostare il cursore al di fuori della pagina (magari per tornare alla pagina precedente). Parliamo del cosiddetto exit overlay. Il secondo è posticipare la visualizzazione della lightbox in base al tempo (es. 20 secondi di ritardo) oppure in base allo scroll della pagina (es. se l’utente arriva in fondo all’articolo).

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Produrre contenuti mobile-friendly

Lo abbiamo già detto sopra, ma di fatto nel 2016 questo sarà in trend in netta crescita. A oggi due terzi delle email vengono lette su device mobili. Per cui perché non produrre contenuti mobile-first o, perlomeno, mobile-friendly?

[Tweet “#EmailMarketing? Sì, purché sia mobile friendly”]

Gli smartphone, nonostante siano tecnologicamente sempre più avanzati, non possono raggiungere le prestazioni dei pc tradizionali. Nonostante questo, l’utente si aspetta velocità, freschezza e semplicità. Quando si progetta una strategia di email marketing che sia mobile-friendly bisogna considerare questi elementi, asciugando il contenuto e facendo a meno di elementi superflui. Il nemico numero uno dell’email marketing via mobile è la pesantezza dei contenuti, che poi si traduce in tempo di caricamento.

Il testo? Fallo semplice!

Con sempre più persone che utilizzano dispositivi mobili, uno dei maggiori trend 2016 in fatto di email marketing sarà il ritorno a una formattazione più semplice del testo, ma anche lo stile ne risentirà. L’attenzione dell’utente – e quindi il suo tempo – è una risorsa molto rara: perché sprecarla? I messaggi saranno brevi e coincisi: a partire dall’oggetto della mail fino agli elementi interni.

Oltretutto, se il 2015 ha rappresentato l’anno dell’ascesa dei wearable devices, il 2016 sarà l’anno della loro consacrazione. Le email saranno lette su uno schermo diverso dallo smartphone e garantire la loro leggibilità è un imperativo.

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Microtargeting e personalizzazione

Uno dei trend 2016 più importanti a prescindere dall’email marketing è la personalizzazione dei contenuti attraverso la microtarghettizzazione della target audience. Secondo uno studio di eMarketer, quando parliamo di e-commerce tutte le fasce di età sono prevalentemente interessate a ricevere email con informazioni relative alla spedizione gratuita dei prodotti. Ma il discorso cambia quando si parla di sconti percentuali o in denaro, così come su promo 2×1 e programmi di fidelizzazione del cliente.

Come soddisfare un target così variegato? Come intercettare le necessità dei nuovi utenti? La personalizzazione dei contenuti è strettamente legata all’automatizzazione dell’email marketing. Ma non si tratta solo di questo. Un giusto equilibrio tra automatismo e direct email marketing che tenga conto delle diverse caratteristiche della base utenti è sicuramente utile a soddisfare le esigenze di una maggior quantità di clienti.

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#Hashtag, #hashtag ovunque!

Fino a uno o due anni fa leggere # seguito da una parola significava parlare di Twitter. Oggi gli hashtag sono utilizzati in quasi tutte le maggiori piattaforme di social media. Non importa se usati per incanalare discussioni o per ironizzare su un determinato argomento. Gli hashtag sono entrati prepotentemente nella nostra vita quotidiana e i brand lo sanno bene: alzi la mano chi ha visto almeno una campagna con un hashtag in primo piano.

Secondo i dati di CodeFear, l’utilizzo di hashtag all’interno dell’oggetto dell’email ha prodotto un incremento dell’open rate del 4,3%. Sebbene possa sembrare una percentuale modesta, è uno degli elementi che nel 2016 rappresenteranno un trend importante nell’email marketing e che, se visto in maniera complementare ad altri trend, può di fatto rappresentare un vantaggio competitivo da non sottovalutare.

Dillo con una emoji

Avete presente che la parola dell’anno 2015 secondo l’Oxford Dictionary è una Emoji? Le Emoji sono la nuova lingua del web: le utilizziamo per dare maggior senso ai nostri messaggi su WhatsApp, per descrivere le nostre emozioni quando postiamo una foto su Instagram e per commentare tweet e post su Facebook.

[Tweet “Hashtag ed #Emoji: i linguaggi dei social media invaderanno l’email marketing”]

Nonostante questo, però, ci sono almeno due elementi da considerare prima di inserire emoji nell’oggetto della nostra email: il primo è sicuramente di carattere demografico (qual è l’età media del nostro target? È in grado di comprendere le emoji?), mentre il secondo è più funzionale (i client di posta sono in grado di decodificare correttamente le emoji?).

Per quanto riguarda quest’ultima domanda, ci sono attualmente client di post in grado di decodificare correttamente le emoji come Outlook (2007, 2010 e 2013), Apple Mail, Yahoo! Mail, Gmail, Windows Mail e Android Mail; altre in grado di decodificarle parzialmente e quindi tradurle in emoji simili ma non del tutto uguali alle originali come Outlook.com e i client di iPhone e iPad. E poi c’è Outlook 2003: l’unico tra i principali client utilizzati a non supportare le emoji.

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Per il resto, anche le emoji saranno uno dei trend 2016 più importanti in fatto di email marketing: spazio alla creatività!