La storia del web design in 10 gif

Com’è nato il web design, come sono nati gli attuali standard di sviluppo e usabilità con cui tutti i giorni entriamo in contatto sul web. Ecco una breve storia del web design in 10 gif animate.

C’era una volta la pagina web text-based, o meglio text-only.

siti web text-only polk&union

Il sito crebbe e divenne un simpatico mix di HTML e rudimentale CSS che sfociava in tabelle sviluppate da una galassia di software WYSIWYG: in questo modo le pagine web passarono dall’avere un’unica colonna ad essere strutturate in due, tre, a volte anche quattro colonne!

scrittura tabelle in html polk&union

Ma il grande passo in avanti, ahinoi, fu la nascita dell’amato-odiato Internet Explorer, preceduto di qualche mese dalla prima release del suo fratello maggiore Netscape Navigator in grado di supportare il CSS.

scrittura porzione di css polk&union

Ma tra un <td>, un <tr> e una gif – che per la cronaca, non si pronuncia con la G dura – ecco che arriviamo alla fine degli anni ’90. Arriva il JAVA, ma soprattutto spunta il Flash, altra tecnologia amata e odiata allo stesso tempo che però ha reso grande lo sviluppo dei siti personali (si pensi a GeoCities, ndr) e ha davvero creato interesse intorno allo sviluppo web.

scrittura messaggi in javascript polk&union

Nel matrimonio tra HTML e CSS è arrivato un terzo incomodo: il Javascript. Ma l’HTML non ha abbandonato il CSS ed è anzi maturato, è mutato in xHTML grazie alla scappatella con l’XML.

sviluppo in flash polk&union

Cresce il fenomeno degli spazi personali e delle community nate intorno ai fandom che deve il suo successo grazie ai vari JAVA, ASP, PHP (e non solo) che all’alba del nuovo millennio si evolsero nei cosiddetti CMS che tutti noi conosciamo: piattaforme in grado di semplificare, limitare o azzerare, l’uso di codice in aree di back end.

gestione back-end di wordpress polk&union

Tra i più famosi WordPress, Joomla! e Drupal – sebbene i più ortodossi definirebbero gli ultimi due framework per web app – sono sicuramente i più versatili e mentre Magento è praticamente il re dell’e-commerce; phpWiki & co. la fanno da padrone nei progetti Wiki. E ancora: Moodle per l’e-learning; i vari vBulletin, bbPress e phpBB per i forum – che resistono nonostante il fuoco incrociato dei social media; fino ad arrivare alla galassia dei più moderni SaaS.

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Insomma, a metà del primo decennio del 2000 siamo a tutti gli effetti nel cosiddetto web 2.0. Non ditelo a Tim Barners-Lee a cui la definizione non piace molto, ma il web è andato avanti: è diventato un fenomeno di massa a tutti gli effetti. Vuoi per gli interessi e le opportunità in gioco, vuoi per la tecnologia che avanza. Spunta l’Ajax, arrivano le librerie jQuery, si sviluppa in Ruby on Rails: nascono l’HTML5 e il CSS3.

passaggio su jquery, ajax e ruby on rails polk&union

Ed era ora, verrebbe da dire. Eh già perché tutti quegli smartphone in giro per il mondo non supportano più – per scelta alcuni, per incompatibilità altri – quel dannato Flash! E soprattutto, il mondo se n’è accorto, abbiamo a che fare con schermi leggermente diversi rispetto ai pc desktop… Ecco che arrivano i siti mobile.

mobile design framework polk&union

Ma se il sito mobile non sempre viene visto di buon occhio data la fruizione effettivamente limitata dei contenuti in gioco, al responsive design dobbiamo il ruolo di salvatore delle sorti della navigazione via smartphone e tablet.

responsive design polk&union

L’HTML si espande allo sviluppo di app non native, ovvero quei software cross-platform che si ibridano con il Java. È l’era del responsive design e del media query, del flat, dello stile minimalista, degli elementi dinamici e dell’uso esagerato della web typography, del layout fluido, degli one-page-websites e dei video, del ritorno della grafica vettoriale nel web design, dei background dinamici e dello scroll orizzontale.

flat design polk&union

So, what’s next?