Social advertising: Facebook in testa col 64,8% del mercato

Crescono in tutto il mondo gli investimenti in advertising online via social media, con un’accelerazione superiore alle aspettative. Secondo il nuovo report eMarketer, gli investimenti in social advertising raggiungeranno quota 25,14 miliardi di dollari entro il 2015, una cifra più alta dei 23,68 miliardi di dollari previsti ad aprile di quest’anno sempre da eMarketer.

Questa crescita di investimenti in advertising online via social va ricercata primariamente nella rapida ascesa delle revenue di casa Zuckerberg, dato che Facebook arriverà a guadagnare qualcosa come 16,29 miliardi di dollari quest’anno. L’incremento rispetto al 2014 è notevole (41,8%) ma comunque inferiore al boom registrato da Twitter che con un aumento delle revenue del 61,8% sbaraglia così il diretto concorrente in termini di crescita. Se da un lato, a livello percentuale, Facebook si ferma dunque al secondo posto – seguito da Linkedin – a livello numerico non c’è storia: nel 2015 Facebook guadagnerà 16,29 miliardi di dollari, Twitter 2,03 e Linkedin solamente 0,93 miliardi di dollari. 5,88 miliardi di dollari di revenue sono invece da attribuire a una categoria residuale di cui fanno parte decine di piattaforme di social networking secondarie: da Youtube a Pinterest.

Una parte importante del boom di Facebook è senz’altro merito di Instagram: la piattaforma di photo sharing acquisita da Facebook nel 2012 – che ha appena raggiunto i 400 milioni di utenti – registrerà nel 2015 circa 600 milioni di dollari di revenue provenienti dagli investimenti in social advertising, ovvero il 5% delle entrate mobile di Facebook. Un dato destinato comunque a salire secondo le aspettative del report eMarketer: secondo l’istituto di ricerca nel 2016 Instagram – complice la recente integrazione nella piattaforma di advertising di Facebook – arriverà a fatturare 1,48 miliardi di dollari di ricavi pubblicitari, con una crescita YoY del 149%.

Social advertising: Facebook in testa col 64,8% del mercato

Social advertising: Twitter, tutto ok?

Sul versante del social cinguettante, invece, le cose non vanno proprio alla grande: se è vero che l’incremento percentuale annuo è del 61,8%, è anche vero che stiamo parlando di cifre nettamente inferiori a quelle del colosso di Menlo Park. Oltretutto il tasso di crescita si è pressoché dimezzato dato che nel 2014 si attestava sul 111%. Un incremento YoY destinato comunque a scendere: secondo eMarketer la percentuale di crescita, comunque positiva, rischia di scendere fino al 45% nel 2016 e al 35% nel 2017. Certo, i 2,03 miliardi di dollari di ricavi non sono pochi in un anno, ma d’altro canto l’assenza di un CEO da oltre 100 giorni fa riflettere sulla situazione societaria di Twitter.

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«La crescita a rilento della base utenti di Twitter sta impattando profondamente sugli investimenti pubblicitari» ha detto l’analista Debra Aho Williamson. «Twitter ha potenziato le sue features in termini di advertising online ed è ancora il punto di riferimento per le conversazioni in real time. D’altro canto – ha proseguito Williamson – chi fa pubblicità online vuole raggiungere grandi audience, un’operazione sicuramente più difficile su Twitter rispetto a Facebook».

Social advertising: Linkedin, perché ogni podio ha tre posti

Terzo incomodo, distante dai due colossi ma comunque stabilmente presente in terza posizione, è Linkedin. Il social media per professioni per antonomasia farà registrare 0,93 miliardi di dollari in ricavi da advertising online, con un incremento del 25,1% rispetto all’anno precedente. Sebbene l’incremento annuale sia destinato a scendere, secondo le stime di eMarketer, Linkedin supererà nel prossimo anno la soglia del miliardo di dollari annuale, raggiungendo quota 1,13 nel 2016 e 1,33 nel 2017. Non male per una piattaforma che conta 380 milioni di utenti registrati (dati Linkedin Q2 2015).

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Visualizzazioni complete, Moat, video e audience platform: le novità contato

L’obiettivo dell’inserzionista è far sì che i suoi annunci pubblicitari vengano visti. Lo sanno bene a Menlo Park dove è da poco stata presentata l’opzione di acquisto delle visualizzazioni complete delle inserzioni che consente agli inserzionisti di pagare per le visualizzazioni al 100%, ovvero quando l’intera inserzione, da cima a fondo, è stata visualizzata sullo schermo.

Ma se gli annunci di testo, di foto e link rappresentano il cuore pulsante di una concezione, per così dire, tradizionale dell’online advertising, l’attenzione di Facebook nei riguardi dei video sta crescendo sempre di più. Complice la (relativamente) nuova competizione nata con Youtube, Facebook ha annunciato la collaborazione con Moat, società di analisi newyorkese, per una misurazione più precisa per quanto riguarda la fruizione dei video. Analisi, misurazione, ma soprattutto innovazione: attraverso le parole di Maher Saba Facebook ha annunciato il supporto per i video a 360 gradi. Non una novità, visto che c’era già arrivato Youtube qualche mese fa, ma di fatto un enorme smacco al suo competitor diretto numero. Un altro passo verso la valorizzazione dei visori VR?

Spostando lo sguardo verso San Francisco le cose non vanno molto bene: nonostante il lancio ad agosto 2015 di Twitter Audience Platform, un network in grado di raggiungere utenti anche al di fuori di Twitter, dei risultati e delle previsioni in termini di investimenti in social advertising ne abbiamo già parlato. In ogni caso Twitter mette oggi a disposizione degli inserzionisti una nuova idea di promoted tweet, trasformati ora in contenuti di native advertising o di interstitial.

C’è anche da dire che il network di Twitter è in crescita. A partire dal 2 settembre 2015 i servizi di Twitter Ads sono infatti utilizzabili dalle piccole e medie imprese in oltre 200 Paesi, grazie alla mappatura nazionale dei territori di riferimento utili alla targeting locale della campagna. Un’operazione che secondo le previsioni di Twitter porterà i servizi della Twitter Audience Platform ad essere utilizzati da oltre 100 mila inserzionisti in tutto il mondo.