Social adv: anatomia delle Facebook Canvas

Ogni anno gli investimenti pubblicitari crescono in maniera esponenziale. Lo scorso anno, gli investimenti dedicati a operazioni di social advertising hanno toccato e superato la quota dei 25 miliardi di dollari e di questi oltre il 64% viene regolarmente incassato da Facebook. Proprio nel social advertising il gigante di Menlo Park investe molto, soprattutto dal punto di vista della ricerca e le Facebook Canvas altro non sono che una delle funzionalità più recenti – ma anche più interessanti – messe a disposizione degli inserzionisti nell’ultimo periodo.

Dopo qualche mese di assestamento, le Facebook Canvas sono ormai mature e disponibili per l’intera platea di inserzionisti via Facebook Ads.

Cosa sono le Facebook Canvas?

Le Facebook Canvas risolvono quel problema annoso, comune a tutte le campagne pubblicitarie online con obiettivi diversi dal branding: dove porto l’utente una volta che questo entra in contatto con il mio annuncio? Normalmente, una campagna pubblicitaria online che si rispetti è composta da diversi elementi, due dei quali sono l’annuncio e la pagina di atterraggio (landing page) all’interno della quale l’utente potrà fruire di maggiori informazioni, convertirsi scaricando un file o acquistando un prodotto e così via.

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D’altro canto, il valore aggiunto di Facebook Ads è l’ampiezza dell’audience alla quale si rivolge: sui social media può fare pubblicità un brand come Coca-Cola, ma anche il pub sotto casa, il quale difficilmente ha un sito web, figuriamoci se arriva ad avere una landing page specifica!

Le Facebook Canvas sono proprio questo: landing page all’interno delle quali l’inserzionista può inserire in modo semplice degli elementi visivi, testuali e multimediali, utili per il raggiungimento dei suoi obiettivi di social advertising.

Ma se da un lato la semplicità di utilizzo è un plus per utenti inesperti – parliamo di una porzione massiccia di coda lunga degli utenti di Facebook Ads – questa può risultare limitante per i professionisti del settore e per le grandi aziende che invece cercano strumenti adeguati ai propri obiettivi di business.

[Tweet “Le #Facebook Canvas sono landing page all’interno delle quali inserire testo, foto e video”]

Anche le Facebook Canvas hanno dei limiti…

Come sempre, quando si parla di tecnologia, c’è una buona e una cattiva notizia. La buona, lo abbiamo già detto, è la semplicità di utilizzo che caratterizza le Facebook Canvas, ma la cattiva non tarda ad arrivare. Prima di integrare le Facebook Canvas all’interno della propria campagna di social advertising e stanziare quindi parte del budget di marketing in questa direzione, è opportuno annotare sull’agenda qualche appunto:

  • ► Le Facebook Canvas sono visualizzabili solo su smartphone e tablet;
  • ► Non è permesso l’inserimento di form o moduli per l’invio dei dati;
  • ► Non è consentito inserire codice HTML o personalizzare i contenuti via CSS;
  • ► Non è possibile editare il testo inserendo, tra le altre cose, elenchi puntati o numerati.

…ma non essere pessimista!

Lo strumento perfetto non esiste, o per lo meno non può essere perfetto per tutti. E le Facebook Canvas non sono da meno. Ma le buone notizie, per fortuna, sono arrivate e, volendo sintetizzarle nella stessa agenda di cui parlavamo poco fa, bisogna senza dubbio segnarsi questi pro:

  • ► Il caricamento delle Facebook Canvas è pressoché immediato;
  • ► L’utilizzo delle Facebook Canvas è gratuito se queste utilizzate organicamente;
  • ► La creazione delle Facebook Canvas non richiede alcuna conoscenza di HTML e CSS;
  • ► Le Facebook Canvas permettono di sfruttare feature tipiche dei dispositivi mobile come il giroscopio.

Con le Facebook Canvas, Facebook è riuscita a creare uno strumento fresco e innovativo, prevalentemente orientato al social advertising, utilizzabile da chiunque e con un budget molto ridotto (caratteristica comune all’online advertising in generale). Il processo è molto semplice: si va dalla visualizzazione dell’annuncio pubblicitario all’interazione con una landing page all’interno di Facebook stesso, per poi portare l’utente, in ultima istanza, al sito web dell’inserzionista o alla sua app.

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Creare Facebook Canvas: da dove partire?

Fatto il punto della situazione su cosa siano, effettivamente, le Facebook Canvas e avendo bene in mente i pro e i contro di questo strumento, è ora di guardare da vicino come è composta una landing page creata con Canvas.

Per creare organicamente una landing page con Facebook Canvas è necessario aprire la propria pagina Facebook, accedere agli Strumenti di pubblicazione e scegliere la voce di menu Canvas nell’elenco di sinistra.

Una volta fatto questo, sarà possibile creare Facebook Canvas o visualizzare l’anteprima di una landing page creata precedentemente. La prima volta sarà anche possibile guardare la preview del tutorial. Nel momento in cui scrivo, non tutte le pagine Facebook sono autorizzate a utilizzare questo strumento. Se la tua pagina rientra tra queste, sarà necessario compilare questo modulo per richiederne l’utilizzo.

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Se invece l’intento è utilizzare le Facebook Canvas all’interno di una campagna di social advertising, è possibile farlo attraverso il Power Editor. Anche questo passaggio, esattamente come il modulo, sbloccherà la creazione di Facebook Canvas organiche attraverso la pagina Facebook.

Anatomia delle Facebook Canvas

Le Facebook Canvas sono composte da un’impostazione minima relativa al colore di sfondo del tema (che può essere bianco, nero o personalizzato) e da componenti accessori facoltativi utilizzabili, o meno, una o più volte all’interno della stessa landing page. Gli ingredienti aggiuntivi inseribili in fase di creazione delle Facebook Canvas sono:

  • ► Header, ovvero la sezione più alta del contenuto, con sfondo e trasparenza di quest’ultimo personalizzabile, all’interno del quale è possibile inserire un logo o un’immagine con altezza di 66 pixel e una larghezza massima di 882 pixel;
  • ► Pulsante (button) all’interno del quale poter inserire una call-to-action e personalizzarla in base al contenuto e allo stile della CTA, specificando l’url o l’app di destinazione e la sua posizione;
  • ► Carosello (carousel) grazie al quale l’inserzionista può caricare da 2 a 10 contenuti visivi, visualizzabili a piena larghezza (fit to width) o a piena altezza (fit to height). Nel primo caso è anche possibile linkare ogni singola immagine a un’url o un’app specifici;
  • ► Foto singola (photo) customizzabile per essere fruita secondo tre diversi stili: Fit to Width linkabile, come nel caso precedente, Fit to Weight zoommabile utilizzando due dita, Fit to Height con visuale panoramica e sensibile all’oscillazione del dispositivo grazie al supporto del giroscopio;
  • ► Blocco di testo (text) all’interno del quale aggiungere informazioni testuali personalizzabili anche nella formattazione, seppure con le limitazioni viste in precedenza;
  • ► Video, con visualizzazione personalizzata in base alla larghezza o all’altezza, in perfetto stile Snapchat, è un componente che consente di caricare, appunto, contenuti video. In questo caso è vivamente consigliato l’upload di filmati relativamente corti ed eventualmente integrati con dei sottotitoli, nel caso in cui sia presente anche uno speech.

[Tweet “#Facebook Canvas: contenuti personalizzabili e versatili senza alcuna necessità di coding”]

Le Facebook Canvas sono uno strumento molto potente e versatile. Certo, hanno dei limiti, ma sono proprio questi che ne permettono l’utilizzo agli inserzionisti non professionisti, una porzione abbondante degli utilizzatori di Facebook Ads.