Rebranding: Mind the Bridge guarda al futuro

Quando tutti noi pensiamo al rebranding prendiamo in considerazione solo il fatto di rifare il sito, il logo o il coordinato aziendale. Il rebranding invece è il punto di arrivo di un processo di aggiornamento aziendale o personale che culmina in un cambiamento grafico. In parole povere, si tratta di un riposizionamento strategico grazie al quale si studiano le aree di miglioramento e si concentrano le energie per sfruttare al meglio le potenzialità dell’azienda. È proprio da qui che siamo partiti per elaborare il rebranding Mind the Bridge.

Challenge

Mind the Bridge è nata nella Silicon Valley e cresciuta, in seguito, a livello globale. L’obiettivo del brand è ispirare e creare valori per un mondo migliore, con ottimismo e positività, collegando il mondo attraverso l’educazione all’imprenditorialità per start-up, imprese e investitori, per avere successo nei mercati globali.

[Tweet “Il #rebranding non è solo un update stilistico, ma una svolta aziendale completa”]

Da un’attenta analisi è risultato che Mind the Bridge, avendo ormai amplificato la community a livello globale, risultava carente dal punto di vista grafico relativamente al digitale. Ha voluto quindi colmare questa mancanza per poter meglio sfruttare i benefici del web e raggiungere in una sola volta persone dislocate in USA, UK e Italia.

La sfida che si poneva di fronte al team grafico era quindi la creazione di una identità aziendale che potesse non solo adattarsi ai diversi contesti digitali, ma anche a un target di riferimento eterogeneo. Il bisogno era quello di ricreare un logo abbastanza fresco da permettere a Mind the Bridge di dialogare con le startup, ma altrettanto istituzionale per interagire anche con il settore delle istituzioni e degli imprenditori. Insomma: un logo istituzionale, ma non istituzionale. Chiaro, no?

Costruire un’identità aziendale

Nella precedente versione, il logo era composto dal simbolo del ponte e la scritta. Il marchio in questo caso era un simbolo che andava a sottolineare la natura anglosassone dell’azienda. Nel nuovo studio, abbiamo deciso di cambiare in maniera decisiva il suo significato, eliminando il Golden Gate Bridge e sostituendolo con un elemento più iconografico.

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Nel processo di rebranding  è fondamentale creare nel cliente la sensazione di essere coinvolti in prima persona, di far parte di qualcosa di grande che lo rende migliore per il solo fatto di farvi parte. Nel caso di Mind the Bridge questo passaggio è particolarmente significativo, dal momento che ha creato un business basato sul marketing e sull’imprenditorialità. È per questo che il nuovo ponte simula un collegamento tra le diverse realtà, esattamente come fa Mind the Bridge.

Gli archi richiamano l’ampliamento del network dalla dimensione nazionale e continentale a quella globale. Il design pulito fa sì che il marchio risulti minimale, moderno ed estremamente dinamico. Il concetto di collegamento è richiamato anche all’interno del lettering. Il font è un sans serif caratterizzato dalla successione di linee morbide e spigolose.

[Tweet “Nel #rebranding è fondamentale far sentire il cliente coinvolto in prima persona”]

L’importanza di una buona declinazione del logo

Dal momento che nella fase di analisi la problematica maggiore del vecchio logo era stata riscontrata nell’estrema rigidità, particolare attenzione è stata rivolta alla possibilità di rendere il logo declinabile in diverse versioni, a partire dall’abbreviazione del naming fino al cambio di colore per i tre family brand: Startups, Corporates, Investors.

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Come è stato già accennato, essendo la principale richiesta del cliente la declinazione del nuovo brand sul web, è stato chiaro fin da subito che la scelta di un logo composto da marchio e lettering fosse la decisione migliore. In questo modo gli elementi possono essere non solo utilizzati singolarmente (nel caso dell’immagine del profilo dei social, per esempio, può essere utilizzato solo il marchio), ma la declinazione può variare con un andamento verticale e orizzontale.

Per la scelta delle colorazioni, il blu oltremare era ed è tuttora il colore istituzionale, come anche il rosso veneziano, il verde foresta e il turchese sono i colori dei family brand. Dal momento che erano già identificativi delle varie aree, introdurre un color fucsia o giallo limone avrebbe creato solo confusione.

Nello studio del lettering abbiamo mantenuto la maiuscola nelle iniziali, declinandolo in un secondo momento nell’acronimo MTB. Unica eccezione viene fatta per la “T”, maiuscola esclusivamente nella versione della forma ridotta.

È importante rimanere costantemente aggiornati con i nuovi trend per risultare freschi e al passo con i tempi. Ma ancora più  importante è rimanere in linea con i propri obiettivi, e un rebranding è il modo migliore per farlo, a meno che voi non siate Coca-Cola ovviamente: in quel caso basta un Taste the feeling.