10 professioni comuni viste dai marketer

Il mondo del lavoro si popola costantemente di nuove professioni che emergono in un mercato sempre più stagnante e bloccato e sono legate, in particolare, nell’ambiente del marketing e del web. La rivoluzione del digitale ha dato vita al proliferare di nuove figure lavorative che vedono come protagonisti i cosiddetti millennial o Echo Boomers.

Tra tutti gli ambiti di lavoro, quello del Il marketing digitale ha innescato un piccolo sconvolgimento nel microcosmo della lingua italiana poiché ha contaminato il linguaggio nostrano con parole e neologismi d’oltre oceano, ormai entrati a far parte del parlato ordinario, e che hanno rimpiazzato i termini italiani più comuni, ma dal sound meno internazionale o, per così dire, modaiolo.

Ma cosa accadrebbe se anche le professioni comuni venissero rinominate utilizzando il gergo tipico del digital marketing? Chi non sarebbe tentato di aggiungere un senior manager o uno specialist come prefisso della propria qualifica lavorativa per renderla più autorevole e meno provinciale?

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Per dimostrare quanto possa essere ricca di tecnicismi la terminologia del marketing, abbiamo deciso di divertirci un po’ mostrando come cambierebbero i nomi delle professioni comuni viste dai marketer. Il risultato? Buona lettura!

Uh?

Psicologo: human unhappiness converter

Ha orecchio per lo storytelling ed è in grado di saltare da un racconto a un altro, gestendo una gran quantità di big data personali. Ha una visione olistica del contenuto che ha di fronte e il macro obiettivo più importante che deve raggiungere è quello di convertire l’infelicità dei suoi pazienti in felicità, scegliendo le giuste parole chiave. Dopo aver analizzato la psiche umana alla ricerca di malware, chiede al suo paziente di fare un reboot del sistema e ricominciare da capo.

Bagnino: aquatic crisis management expert

Tra le professioni comuni viste dai marketer non poteva mancare lui: il bagnino. Ha sempre lo sguardo concentrato sull’ambiente che lo circonda ed è un grande osservatore, abilità che lo rendono un esperto nell’individuare prontamente le emergenze e le crisi che sopraggiungono in lontananza. Le persone ripongono una tale fiducia in lui, che affiderebbero la loro vita nelle sue mani. Quando c’è maretta sa come calmare le acque e tranquillizzare chi lo circonda, ma è nelle tempeste che dà il meglio di sé: si lancia senza indugio, portando in salvo situazioni che altrimenti sarebbero naufragate. Ci vuole calma e sangue freddo: questo è il suo motto.

[Tweet “La lingua del #marketing: e se il bagnino diventasse ‘aquatic crisis management expert’?”]

Personal trainer: body improvement developer

Questa figura professionale si occupa dello sviluppo muscolare umano, in particolare modo ottimizzando volume e prestazioni di quadricipiti, bicipiti e addominali. Oltre ad occuparsi dell’implementazione muscolare, il body improvement developer si assicura che il corpo venga mantenuto e gestito nel migliore dei modi, avvalendosi dell’ausilio di macchinari appositi. Tramite dei debugging test, individua le debolezze e le falle nel sistema, sottoponendo il corpo a continue prove di resistenza.

Barman: creative liquor specialist

Un buon liquor specialist deve indirizzare la propria creatività nella produzione di contenuti alcolici originali, innovativi ed essere in grado di rielaborare la brand image dei contenuti più vecchi: Un esempio? Il Martini Cocktail: oltre 50 anni di vita e ben 150 varianti. Lavora a stretto contatto con la clientela e offre loro soluzioni su misura e ben dosate. Fondamentale è una buona miscela di creatività ed esperienza, unita ad abilità multitasking.

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Pizzaiolo: acrobatic Italian food-content creator

Questo ruolo richiede una grande abilità: creare di volta in volta del branded content per raccontare e rappresentare i valori del marchio Made in Italy. La rapidità e la velocità nel creare i contenuti più appetitosi di certo non gli manca. Comprende a fondo le richieste del suo pubblico, personalizzando l’esperienza delle proprie target audience tra chi vorrebbe un contenuto più piccante, chi più ricco di condimenti social e chi invece è intollerante ai grafici e alle statistiche. La sua strategia di gestione del tempo è a prova di orologio svizzero: sforna più di un contenuto al giorno che viene divorato in pochi minuti dai clienti affamati… gnam!

Vigile urbano: traffic coordination manager

Tra le professioni comune viste dai marketer lui non può mancare e, del resto, al centro del caos lui ci sa stare. E come! Dall’alto della sua posizione, ha una visione a 360 gradi sui problemi della città. È in grado di gestire situazioni complesse, coordinando tutte le attività di centinaia di automobilisti che ruotano attorno a lui ogni giorno, in attesa di indicazioni. L’obiettivo finale da raggiungere? L’efficienza del traffico cittadino. Nella gestione dei conflitti tra conducenti, mostra una forte propensione al problem solving e alla negoziazione: gli basta un breve debrief con le parti in causa, alle quali fornisce la sua consulenza.

[Tweet “Mai pensato al pizzaiolo come ‘acrobatic Italian food-content creator’? Sicuramente un marketer sì”]

Sacerdote: community spiritual influencer

Ha un seguito di pubblico non indifferente che lo apprezza per il suo parlare diretto e ispirato: ha fatto suoi alla perfezione i brand-value del marchio globale per il quale lavora. La sua community non può fare a meno di lui: rappresenta una fonte di autorevolezza nel suo campo ed è guidato da role-model di alto livello. Sa come ottenere sempre più follower, ai quali dispensa consigli di vita, ma non manca chi lo vuole trollare o deviare la sua fan base dalla retta via: niente paura. È abile nel gestire le crisi di like più mistiche e parlare ai cuori degli utenti più ostili ottenendo tante reactions positive.

Estetista: human appearance curator

Sa come curare il contenuto di terze parti, rielaborarlo e restituirlo con un nuovo look. Scandaglia il soggetto alla ricerca dei problemi più rilevanti (quasi sempre il pelo superfluo) e li estirpa alla radice. Il suo obiettivo? Trasformare il suo cliente in una fonte credibile di fascino, riorganizzando i suoi contenuti esteriori nel modo più utile per soddisfare le sue esigenze di autostima e riproporlo a un pubblico, femminile o maschile, interessato.

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Netturbino: cleaning-oriented waste aggregator

Nella lista delle professioni comuni viste dai marketer, lui è preciso come un software. Lavora in background negli orari notturni e individua i contenuti indesiderati che si accumulano sulle strade, aggregandoli in un unico spazio – comunemente definito cestino – per una rimozione facilitata dal sistema. In alcuni casi i contenuti vengono differenziati per caratteristiche e composizione, per poi essere riciclati in altri progetti. Un collettore di rifiuti, il cui obiettivo professionale è la pulizia.

Casalinga: home and family director

Il CEO della casa è indiscutibilmente lei. La gestione delle attività giornaliere passa sotto il suo controllo e gode di autonomia decisionale. Dirige le mansioni di ognuno facendo rispettare tempi e orari. Sa essere multitasking e destreggiarsi tra calcoli finanziari e lavaggio del bucato. È una grande pianificatrice, nonché esperta di diplomazia in relazioni famigliari: nessuno come lei è in grado di risolvere le aspre dispute tra account manager… ehm.. fratello-sorella! E come bonus aziendale per i suoi dipendenti? Un bel piatto di lasagne per tutti.

[Tweet “Il CEO della casa? La casalinga, o meglio la nostra home & family director! Siamo marketer!”]

Speak in layman’s terms (ovvero: parla come mangi)

Specialist, editor, manager, director…ma abbiamo davvero bisogno di tutti questi neologismi? La lingua italiana non ha vocaboli a sufficienza? E soprattutto: conosciamo il loro vero significato o ne abusiamo solo perché di tendenza? La risposta è: sì, ne abbiamo bisogno, ma ad una condizione: che rimangano circoscritti al loro ambito di provenienza, quello del marketing.

Questa nuova filosofia aziendale, che nasce negli Stati Uniti nei primi del ‘900, comprende una serie di vocaboli per i quali non esiste una traduzione italiana efficace e dunque sembra non esserci via d’uscita.

Tuttavia, per tutto ciò che non è marketing, ma vita quotidiana, il consiglio è uno solo: parla come mangi.