Pro e contro del guest blogging

I pro e i contro del fare guest blogging

Uno dei tipi di contenuto che non può mancare all’interno di un piano editoriale di content marketing, è senza dubbio il blog. Chiunque ne abbia uno avrà sicuramente pensato, prima o poi, di fare del guest blogging. Ma cosa significa esattamente? Fare del guest blogging o guest posting consiste nell’invitare altri blogger a scrivere articoli o postare contributi sul proprio blog e ospitare dunque post provenienti dall’esterno. Nel guest blogging sono generalmente coinvolti due tipi di soggetti: i blogger che offrono il loro contributo perché intenzionati ad aumentare la propria visibilità, prestigio professionale e migliorare la reputazione su Internet. Dall’altro lato ci sono i proprietari dei blog che scelgono di ospitare contributi esterni per aumentare l’eterogeneità dei contenuti, così come per raggiungere un numero di lettori più ampio e differenziato.

Quest’attività di promozione gratuita dei contenuti sembrerebbe essere estremamente vantaggiosa, laddove però si ha l’accortezza di selezionare gli articoli da ospitare sulla base della loro qualità. Vediamo da più vicino, quindi, quali sono i pro e i contro del guest blogging.

 

quali sono i pro e i contro del guest blogging

I pro

1.Contenuto di qualità gratuito

Se si sceglie di collaborare con guest writer in grado di produrre contenuti unici e interessanti, allora il guest blogging è un vero e proprio asso nella manica per avere a disposizione sul proprio blog articoli e contenuti  di qualità, senza il minimo sforzo. L’unico prezzo da pagare? Un backlink che rimandi al blog dello scrittore ospite.

[Tweet “Guest writer capaci producono contenuti di qualità e diversificati. #guestblogging”]

2. Rete di contatti più ampia

Indipendentemente se si è blogger o guest blogger, questo tipo di attività consente di allargare la propria rete di contatti sul web e entrare in relazione con altri colleghi dai quali poter ricevere consigli, suggerimenti, proposte di collaborazione, finendo, dunque, per aumentare la propria notorietà nel settore. La raccomandazione è quella di tessere rapporti e entrare in contatto con blogger o guest blogger che operano all’interno del proprio ambito di competenza, con il quale si ha più familiarità ed esperienza (es. fashion, travel , hi-tech, ecc.).

3. Promozione gratuita del contenuto

I guest blogger sono spesso molto desiderosi di voler condividere e promuovere il proprio contenuto, anche nel caso in cui questo non venga postato direttamente sul loro sito. Qualora si sia scelto di fare dell’attività di guest blogging e ospitare un contributo esterno, il suo autore si darà parecchio da fare nel cercare i luoghi più adatti dove sponsorizzare il suo articolo e promuovere quindi anche il blog che lo ha ospitato, andando a spulciare la rete e selezionando i luoghi migliori. Il tutto a costo zero. Dove vengono promossi spesso questi link? All’interno di pagine sui social media, nei forum, in commenti su altri blog: il tutto porterà più traffico sul proprio portale.

4. Idee nuove, punti di vista differenti.

Fare del guest blogging permette anche di mostrare un punto di vista differente su determinate questioni, oltre all’introdurre idee nuove, fresche che altrimenti non avrebbero avuto modo di emergere. Molti guest writer, inoltre, possono apportare quel briciolo in più di conoscenza ed esperienza su determinate questioni che, in caso contrario, sarebbe stata assente. Così facendo si diversifica notevolmente la varietà di contenuti all’interno del proprio blog, aspetto che verrà particolarmente apprezzato dai lettori che potranno imbattersi, di volta in volta, in argomenti e stili di scrittura differenti, evitando che il blog diventi ripetitivo e prevedibile.

 

Idee nuove, punti di vista differenti per il Guest Blogging

I contro

5. Contenuti di basso livello

Il guest blogging va fatto, ma con moderazione. Il desiderio di avere articoli sempre nuovi, a costo zero, può portare ad accettare inconsciamente qualunque tipo di contenuto in modo indiscriminato e questo è l’errore più grave da evitare. Ci si può imbattere, più spesso di quanto si immagini, in guest writer che producono contenuti di bassa qualità, non originali e interessati solo a ricevere e ad accumulare backlink come premi. L’unico modo per evitarlo è essere molto attenti e severi nel processo di selezione degli autori con i quali si vuole collaborare, revisionando con attenzione i loro articoli.

[Tweet “Il #guestblogging non è per tutti e va fatto con moderazione”]

6. Penalizzazioni SEO

Molti guest blogger hanno la tendenza ad infarcire gli articoli di parole chiave per ottenere posizionamenti più alti nel ranking Google. I motori di ricerca però finiscono per penalizzare i siti web che fanno uso indiscriminato di parole chiave e link interni per questo scopo. Occorre quindi controllare con attenzione il numero di parole chiave utilizzate e la loro distribuzione all’interno del testo dell’articolo. Scopri di più su come selezionare le keywords più adatte per la tua strategia di content marketing.

7. Il guest blogging non è per tutti

Esatto, è proprio così. Se il punto di forza di un blog è legato al punto di vista dell’autore che è in grado di trattare gli argomenti con uno stile di scrittura così personale e particolare da risultare impossibile da replicare, qualunque variazione, come potrebbe essere una prospettiva o un tone of voice differente introdotto dal guest blogger, potrebbe essere deleteria. Il proprio pubblico di lettori aficionados potrebbe non gradire questo cambiamento e abbandonare il blog.

8. Non sempre si risparmia del tempo

L’opinione più comune vuole che il guest blogging sia un’ottima soluzione per avere tanti contenuti nuovi sul proprio blog a costo zero e risparmiando dunque del tempo. Tuttavia, se si decide di seguire delle linee guida per fare del guest blogging di qualità, ci si renderà subito conto di come questo sia un falso mito. Replicare a degli aspiranti guest blogger, leggere le loro bozze, correggerle, formattarle correttamente per il proprio blog sono tutte attività che richiedono una quantità di tempo non indifferente che, a conti fatti, è la stessa, o quasi, impiegata per scrivere l’articolo da soli.