Privacy: quanto ne sa Facebook di ognuno di noi?

Quando si parla di social media, vuoi o non vuoi, si finisce anche col parlare di privacy: di come i service provider gestiscono o conservano i nostri dati, e magari anche se e come questi siano riutilizzati per scopi commerciali. Al di là delle paure generiche, degli inviti a non postare foto dei propri figli o delle teorie del complotto, cerchiamo di fare il punto della situazione su cosa, davvero, sa e cosa non sa il gigante Facebook su di noi.

Prima di cominciare, un sassolino dalla scarpa va tolto: hai presente quei lunghissimi status nel quale l’utente dichiara di non concedere diritti di utilizzo dei dati? Ecco: per la cronaca non servono a nulla. Non hanno alcun valore legale dato che l’utente ha già accettato un contratto di servizio nel momento della sua iscrizione. Che questo (l’utente) procedendo con l’iscrizione e l’utilizzo del servizio accetta tali condizioni e lo fa nemmeno troppo implicitamente dato che gli viene chiesto di effettuare un’azione concreta (spuntare la casella al momento giusto). Va bene, parliamoci chiaro: nessuno di noi, di voi e forse nemmeno Zuckerberg hanno mai letto interamente i termini e le condizioni di Facebook. Forse i suoi avvocati sì, ma non ci giuriamo.

Fermi tutti: Facebook ci ascolta!

Notizia di qualche giorno fa è la denuncia da parte di un utente statunitense che, dopo aver parlato con la sua ragazza (face-to-face) della necessità di chiamare una ditta di disinfestazione per il proprio appartamento, si è visto apparire sul suo news feed un post sponsorizzato che recitava: “Ti serve una disinfestazione?”. L’utente, dal canto suo, ha dichiarato di non aver mai ricercato nulla in materia: né su Google, né tantomeno su Facebook.

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Allora come spiegare l’arcano? Aryeh Selekman, product manager di Facebook, ha dichiarato: «Noi non possiamo identificare conversazioni: i suoni sono solo utilizzati per trovare un match con il database e non sono mai conservati. Oggi non riusciamo a targhettizzare pubblicità su questi post, ma è qualcosa a cui abbiamo pensato, e potenzialmente lo faremo in futuro». Una risposta che non risolve la questione, se non parzialmente.

[Tweet “#Privacy: #Facebook può ascoltare le nostre conversazioni?”]

La spiegazione sta in una funzionalità dell’app di Facebook in grado di utilizzare il microfono del proprio smartphone nel momento in cui si scrive uno status. Questa funzione, legata alla logica dell’Anticipatory Design, è utile per far risparmiare tempo nel momento in cui l’utente ha bisogno di scrivere che sta ascoltando una canzone o guardando un film. In questo modo Facebook identifica il contenuto mediale e lo suggerisce all’utente, anticipando una sua necessità.

Nonostante alcuni titoli che abbiamo incontrato sul web come un sensazionalistico “Scandalo Facebook” o il catastrofico “Taci, ora Facebook ascolta anche le tue conversazioni” di Repubblica, non crediamo davvero che Facebook abbia spiato l’utente. Un caso su 1 miliardo e mezzo di utenti attivi non fa certo la regola. Certo, in futuro potrebbe essere un nuovo strumento di advertising in ottica di micro targeting, ma di fatto non parliamo del presente.

Il controllo è nelle tue mani

Per fare il punto della situazione sul rapporto tra privacy e Facebook, abbiamo analizzato quali sono le funzionalità sviluppate per noi dalla piattaforma per difenderci in quanto utenti. Facebook ha sviluppato due mini siti esclusivamente dedicati alla privacy: uno per la formazione dell’utente (e del suo senso critico) per la gestione della propria privacy; uno per spiegare quali dati vengono raccolti e come questi siano poi utilizzati in un secondo momento.

[Tweet “Liste, limiti e regole: tutte le opzioni di #Facebook per la #privacy”]

Il primo dei due mini siti è Basics: uno spazio dallo spiccato carattere friendly, giovane e vivace, in cui un claim riempie la parte alta, in maniera tutt’altro che minacciosa. «Il controllo è nelle tue mani», dice: ha ragione! Su Facebook possiamo infatti decidere quali contenuti mostrare agli altri, come difenderci dai contenuti altrui, scegliere quali informazioni non vedere (o chi non vedere), come proteggere i nostri account personali.

Cosa vedono gli altri su di te

Quando pubblichiamo dei contenuti, foto, status, possiamo decidere a chi mostrarli, scegliendo se farlo pubblicamente (tutti gli utenti lo vedranno), se renderli visibili solo ai nostri amici, agli amici di amici o limitando la visualizzazione a una sola lista.

Per quanto riguarda la personalizzazione del profilo, è possibile settare livelli di privacy molto elevati, arrivando a fare di Facebook un diario personale. Se hai già scelto di limitare la visualizzazione dei tuoi contenuti agli amici più stretti, puoi applicare la stessa funzione anche ai contenuti che altre persone pubblicano sul tuo profilo, o nel caso in cui tu venga taggato in una foto.

L’unica cosa che non è possibile rendere privata è l’immagine di copertina. Anche la foto profilo, sebbene di default venga resa visibile pubblicamente, può essere limitata alla sola cerchia di amici, di amici di amici o, eventualmente, a una lista.

Come interagiscono le altre persone con te

Tag, commenti e mi piace altrui sono i punti chiave della seconda area, “Come interagiscono le altre persone con te”. Anche in questo caso Facebook ha reso disponibile la possibilità di limitare le interazioni per interazioni dirette (commenti, mi piace e post altrui), contenuti visivi (tag e riconoscimento automatico), rimozione degli amici ed eventuali blocchi.

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Cosa vedi tu

Hai presente l’invito di Facebook a fare un breve questionario che ogni tanto si palesa nel nostro news feed o nella parte destra della pagina (quando si naviga via pc desktop)? Quel questionario è uno degli strumenti utilizzati da Facebook per dar priorità a determinati contenuti invece che altri per un determinato utente. In realtà non è l’unico strumento a disposizione di Facebook in tal senso. Meno esplicito, ma in realtà più efficace, è il meccanismo per il quale tendiamo a vedere più spesso e con maggior priorità i contenuti pubblicati da familiari o amici (o pagine o gruppi) con cui abbiamo rapporti più stretti perché ultimamente vi abbiamo interagito.

Per quanto riguarda le pubblicità, nella parte in alto a destra del contenuto sponsorizzato è sempre presente una piccola freccia (un menu) attraverso il quale possiamo valutare la pubblicità, nasconderla, nascondere tutte le pubblicità di quell’advertiser o, semplicemente capire perché stiamo vedendo quella pubblicità in particolare.

Allo stesso modo, possiamo fare un ragionamento simile per i contenuti non sponsorizzati (organici). Cliccando sul menu sempre presente in ogni post (in alto a destra) possiamo scegliere se nascondere un determinato post (scelta che influisce anche sulle visualizzazioni future) o smettere di seguire un amico (pur rimanendo amici), oltre ai classici metodi per segnalare il post o salvare eventuali link.

In linea di massima, bisogna sempre tener presente che Facebook fornisce maggior priorità a:

  1. Post che ricevono molti commenti, mi piace, condivisioni;
  2. Post che ricevono interazioni in breve periodo;
  3. Foto e video (rispetto agli status);
  4. Post che parlano di un trending topic;
  5. Post prodotti da persone categorizzate come familiari;
  6. Post pubblicati da persone con cui abbiamo molte interazioni;
  7. Post prodotti da pagine e gruppi che seguiamo più spesso.
Come proteggere il tuo account

Sebbene in questo caso usciamo dal discorso di privacy, Facebook mette a disposizione diversi metodi per la protezione del proprio account personale. Oltre alla classica possibilità di modificare la propria password, Facebook ha implementato tutta una serie di soluzioni in materia di sicurezza dell’account:

  1. Sicurezza all’accesso (password, avvisi di accesso, approvazione degli accessi, log degli accessi e dei dispositivi utilizzati, contatti fidati);
  2. Difesa dell’account (spam, segnalazione di hacking, phishing, notifica di richiesta di informazioni da parte di entità governative);
  3. Formazione alla sicurezza (buone norme in materia di disconnessione, protocolli di sicurezza delle pagine, collegamento al supporto).

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Insomma, abbiamo visto come Facebook e soprattutto gli altri utenti possano essere insieme una sorta di grande fratello 2.0. Il potere di scegliere cosa far vedere di noi, come farlo vedere e a chi è però nelle nostre mani, per cui utilizzarlo al meglio o meno non è altro se non una nostra scelta.

Nel prossimo articolo su privacy e Facebook parleremo della normativa e di quel contratto (i termini e le condizioni del servizio) che nessuno di noi ha mai letto (tranne chi vi scrive, sennò come potrebbe parlartene?). In particolare, vedremo come Facebook gestisce la privacy dei propri utenti a livello legale, come vengono utilizzate le informazioni che quotidianamente forniamo volontariamente o inconsciamente e cosa succede nel caso in cui tale normativa fosse modificata.