Contro la paura del foglio bianco: fare brainstorming per migliorare il processo creativo

Come può un designer affrontare il continuo alternarsi di fasi di massima produttività, in cui le idee si susseguono instancabilmente, e fasi di blocco totale davanti ad un foglio, o meglio, ad un file bianco?

Di fronte al classico “blocco dello scrittore”, un creativo ha bisogno di 3 cose fondamentali: il proprio cervello, l’esperienza maturata durante la propria carriera e la piena conoscenza degli strumenti che ha a disposizione.

[Tweet “Il processo creativo consiste nella messa in atto di un’idea creativa fino al suo compimento”]

Uno dei fattori che più di ogni altro frena la nostra creatività è la paura del giudizio altrui, il timore che le nostre idee vengano considerate poco originali o inadeguate. Ciò fa sì che il nostro pensiero diventi macchinoso e complesso, impedendoci di arrivare a conclusioni semplici, ma efficaci.

Bisognerebbe avere il coraggio di ritornare un po’ bambini, di giocare, di sperimentare, in totale libertà, senza la paura di non essere compresi.

Spesso, durante i briefing di progetto, ci viene richiesto di pensare in modo diverso- il famoso “think outside the box”- dimenticando che, da bambini, era un gioco da ragazzi riuscire a pensare oltre i propri limiti. Tuttavia un gioco, per essere produttivo, ha bisogno di regole condivise, chiare e ben definite.

brainstorming-creativo

Come usare il brainstorming nel processo creativo

Fare creatività su commissione più risultare ostico a volte, dovendo avere a che fare con le richieste esasperanti dei clienti e deadline incessanti ed incombenti.

Uno degli strumenti a disposizione di noi designer è il brainstorming, una tecnica di creatività di gruppo che può far emergere idee innovative ed inaspettate, nonchè migliorare il flusso di lavoro in modo divertente.

Vediamo alcune modalità, apprezzate dai designer di tutto il mondo, per fare brainstorming in modo efficace.

[Tweet “Il brainstorming è una delle soluzioni più efficaci e divertenti per essere creativi quando serve”]

Mind mapping

La mappa mentale o mind map è la rappresentazione visuale delle connessioni tra idee, parole, cose e azioni.

È senza dubbio una delle tecniche più efficaci sia nei casi di lavori di gruppo, sia quando si progetta da soli.

Una mappa mentale si sviluppa a partire da un’idea collocata al centro dello schema che si vuole costruire. Si possono utilizzare solo parole o anche immagini, ma entriamo più nel dettaglio:

  • ► Al centro della pagina va riportata la parola chiave sulla quale si focalizzerà l’indagine. Questo punto di partenza può essere rappresentato anche da una frase che sintetizzi il problema da risolvere tramite il progetto, ad esempio: Come realizzare un logo che rappresenti sincerità, competenza, affidabilità?
  • ► Nello spazio attorno alla keyword iniziale, vanno collocate tutte le parole di significato opposto o collegate concettualmente ad essa, tramite delle frecce o dei balloon. L’obiettivo primario è scrivere, in totale libertà, tutto ciò che si ha in mente.
  • ► Il passo successivo consiste nel mettere in relazione le idee emerse, raggruppandole per colore o per forma. Un esempio? Le idee buone vengono cerchiate di verde, le idee non produttive con un pennarello rosso e così via. Ogni ramificazione può essere ulteriormente indagata fino al livello che si desidera.
  • ► In ultimo, basta evidenziare i concetti e le parole chiave più convincenti e sottoporle alla checklist S.C.A.M.P.E.R.

La checklist S.C.A.M.P.E.R.

Questa checklist creativa è stata ideata da Alex Osborn – padre del concetto di brainstorming- ma è stata diffusa da Bob Eberle con l’acronimo di S.C.A.M.P.E.R.

In sostanza, ogni volta che si ha un’idea, la si deve sottoporre ad una serie di passaggi che ne testino la resistenza, la forza e l’efficacia. Utilizzando la S.C.A.M.P.E.R. è possibile osservare un progetto, un’idea, un comportamento, un prodotto, da molteplici punti di vista, modificando di volta in volta la propria prospettiva.

L’acronimo S.C.A.M.P.E.R. sta per:

  • ► S – Substitute something – Cosa succede se si sostituisce uno o più aspetti dell’oggetto?
  • ► C – Combine it – Combinare, integrare, unire. Cosa succede se si abbina quell’idea ad un altro prodotto?
  • ► A – Adapt something to it – E’ possibile utilizzare l’idea per qualche altro scopo?
  • ► M – Modify – Cosa succede se si prova a modificare o a trasformare l’aspetto, la forma o il colore dell’idea?
  • ► P – Put to another use – Chi o cosa può sfruttare quell’idea?
  • ► E – Eliminate – Cosa succede se si rimuovono tutti gli elementi superflui e l’idea è resa più semplice?
  • ► R – Reverse – Se si capovolge e si prova a fare l’esatto opposto

La caratteristica principale di questa tecnica consiste nell’indirizzare il pensiero verso percorsi definiti e nell’adottare prospettive diverse, a ciascuna delle quali corrisponde una riflessione specifica, che veicola le idee su percorsi ben definiti e strutturati.

fare-brainstorming

Sketching

Per fare un buon brainstorming attraverso il disegno, puoi utilizzare un qualsiasi supporto cartaceo e con assoluta libertà iniziare a disegnare immagini, scrivere parole e sketchare layout.

Ad intervalli regolari alzati dalla sedia e guarda il foglio con distacco, per aiutare la mente a focalizzarsi su idee e concetti che possono essere ulteriormente sviluppati. A questo punto prendi un altro foglio e ripeti lo stesso processo fino ad individuare la soluzione ottimale.

Se il brainstorming coinvolge più persone, è utile scambiare frequentemente i vari disegni tra i partecipanti per favorire la condivisione delle idee ed arrivare velocemente alla soluzione del problema. Questa è di sicuro uno dei metodi più produttivi e divertenti per essere creativi in modo efficace!

Usa la tecnica “Sì, e poi…”

Altra tecnica molto efficace è quella del “Sì, e poi …”, suggerita da David Sherwin nel libro Creative Workshop, che, essendo fortemente basata sull’interazione, richiede il coinvolgimento di un buon numero di persone.

Di fronte a un problema da risolvere, ogni partecipante propone la propria soluzione e gli altri la integrano ed ampliano a partire da un “Sì, e poi… “.

Quando ciascuno ha finito il proprio turno, per ciascuna soluzione proposta si discute dell’esatto opposto, per consentire la nascita di nuove idee. L’efficacia del metodo dipende dal fatto che tutti hanno la possibilità di esprimere la propria opinione senza criticare quelle altrui, ma semplicemente aggiungendo informazioni.

Conclusioni

Tutte queste tecniche confermano in modo efficace quanto il processo creativo, possa essere influenzato e migliorato da attività stimolanti in grado di liberare la nostra fantasia e la nostra produttività.

Indipendentemente che sia il cliente a doversi affidare alle nostre intuizioni o che siamo noi a dover dare forma alle sue, il segreto è imparare a sfidare noi stessi, stimolare il ragionamento, percorrere territori inesplorati per ottenere risultati originali e diventare progettisti migliori.