Natale 2015 e shopping digitale: i trend del mercato

Natale 2015 e shopping digitale: i trend del mercato

Da pc o da smartphone, su tablet o via smart tv. Ma anche al lavoro, in viaggio o nei tempi morti della vita di tutti i giorni. Non importa come o da dove si pensi ai regali di Natale, quello che è certo è che quest’anno molte più persone nel mondo useranno internet per cercare idee, per informarsi sui regali e per acquistarli.

Il Q4, guidato dal Natale, è da sempre il periodo dell’anno di picco per lo shopping digitale. Lo rivelano i numeri e le previsioni che in questi giorni si susseguono per monitorare un fenomeno che continua ad avere un andamento più che positivo. A questo, si aggiunga la penetrazione degli smartphone a livello mondiale. Tanto per fare un esempio, secondo i dati Google negli Stati Uniti il 30% di tutti gli acquisti online proviene da smartphone.

I trend del mercato natalizio in Italia

Solo per quanto riguarda l’Italia, «per questo Natale (nei mesi di novembre e dicembre) saranno spesi online oltre 3,5 miliardi di euro (oltre il 20% della domanda online annuale), con una crescita del 16% rispetto al 2014». A dirlo è Alessandro Perego, Direttore degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, a margine di quanto riscontrato dall’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm della School of Management del Politecnico di Milano per quanto riguarda l’e-commerce nel periodo natalizio. «Per il periodo natalizio saranno 27 milioni gli ordini conclusi via Internet, a testimonianza di un utilizzo sempre più consapevole del canale da parte dei consumatori italiani».

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Proprio per quanto riguarda il nostro Paese, poi, le giornate tipiche dello shopping natalizio come Black Friday e Cyber Monday stanno progressivamente prendendo piede anche in Italia soprattutto per quanto riguarda il mercato degli acquisti online o dei grandi franchise legati alla tecnologia come Mediaworld, Unieuro, Euronics, Trony.

I trend del mercato natalizio negli Stati Uniti e nel mondo

A livello globale, secondo una analisi Demandware, si registrerà poi un importante incremento degli introiti che va attribuito anche alla presenza di un giorno in più di shopping, da calendario, a disposizione tra il Giorno del Ringraziamento e Natale. Negli Stati Uniti, Demandware prevede che la percentuale degli ordini durante questo periodo di picco sarà leggermente superiore – dal 23% dello scorso anno al 25% del 2015.

Dal punto di vista dei retailer è importante capire come gli utenti/clienti si muovono per cercare informazioni sui prodotti e, chiaramente, acquistarli. «I consumatori sono più propensi a effettuare acquisti utilizzando dispositivi differenti, ed è compito dei retailer unificare l’esperienza di acquisto del cliente attraverso smartphone, tablet e computer» spiega Elana Anderson, Senior Vice President of Worldwide Marketing di Demandware.

Del resto parliamo di un mercato in cui le ricerche correlate via mobile crescono a un ritmo del 120% YoY. Gli utenti utilizzano i propri smartphone in ogni parte del processo d’acquisto, dalla ricerca di idee all’acquisto vero e proprio.

Un dato che non può non riflettersi sulle strategie dei retailers, sempre più consapevoli che l’esperienza di acquisto, anche offline, è sempre più influenzata da azioni e comportamenti che si palesano altrove, in tempi diversi e online. Tanto per fare un esempio, se parliamo di tecnologia, il 32% degli americani si dice influenzato nel cercare idee o informazioni sui prodotti da video online, e da questo punto di vista Youtube e Facebook la fanno da padroni, soprattutto per quanto riguarda video review o unboxing. Proprio per citare quest’ultimo tipo di video, nel solo 2015 gli americani arriveranno a guardare qualcosa come 60 milioni di ore di video di unboxing sul solo Youtube, per un totale di 1,1 miliardo di visualizzazioni. E queste, per due utenti su tre, passano per uno smartphone.

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Oggi le decisioni di acquisto sono diventate più veloci che in passato e al tempo stesso le aspettative dei consumatori sono cresciute. Se i retailer devono riuscire a seguire più da vicino come i propri clienti trovano, ricercano e acquistano i loro prodotti; chi si occupa di marketing deve riuscire a intercettare i nuovi trend del mercato e concentrarsi su quelli che Google definisce micro-moments, ovvero quei piccoli momenti in cui l’utente compie azioni chiave (ispirazione, idea, ricerca, finalizzazione) che fanno parte del processo di acquisto.