Email marketing: 3 elementi da tenere in considerazione

Siamo onesti: il marketing è diventato una sorta di mostro a tre teste. Con un’enorme mole di dati, canali e alti livelli competitivi, può essere difficile per un marketer scegliere quale strategia sia bene tentare e quale, invece, evitare.

Non è solo necessario avere un set di strumenti completo per muoversi con disinvoltura in questo panorama, ma è la scelta di quale strada seguire che può fare la differenza di un’intera campagna di comunicazione, soprattutto se parliamo di email marketing. Per cominciare il nostro percorso, partiamo con tre elementi make-or-break, fondamentali per l’ottenimento di risultati positivi. Tranquilli, il GPS non serve!

Automazione

L’automazione è un modo semplice e accessibile per risparmiare tempo e inviare messaggi più personalizzati ai propri utenti. Può rendere la tua prossima campagna un successo? Assolutamente sì!

Le statistiche parlano chiaro: l’automazione garantisce un tasso di click più alto del 119% rispetto alle email broadcast inviate all’intero database utenti. Secondo i dati di eMarketer, le campagne B2C ottengono notevoli vantaggi grazie ai sistemi di automazione – dall’abbandono del carrello per i siti di e-commerce ai programmi per l’invio di auguri di buon compleanno – incrementando il proprio tasso di conversione fino al 50%.

[Tweet “#EmailMarketing: l’automazione garantisce un click rate più alto del 119%”]

Avviare un sistema di email marketing alimentato anche, ma chiaramente non solo, da soluzioni di automazione può suonare spaventoso: in realtà basta semplicemente imparare a conoscere tali processi ed ecco che i benefici saranno subito evidenti. Dopo tutto, l’automazione fa già parte della nostra vita, perché non utilizzarla anche nell’email marketing? Avete presente la cosiddetta domiciliazione bancaria, quel sistema attraverso il quale è possibile pagare le bollette in modo del tutto automatico attraverso il proprio conto corrente? Ecco, anche questo è un sistema di automazione: l’email marketing usa gli stessi principi. In scala. E senza la tua carta di credito, o almeno non direttamente.

Leggi anche: 10 consigli utili per l’email marketing

Immagina la registrazione di un nuovo utente sul tuo portale e l’invio di un messaggio che gli dà il benvenuto. I nuovi utenti, essendo entrati da pochi attimi a contatto con il tuo brand, saranno più inclini ad aprire e a cliccare eventuali call to action. Secondo i dati di Experian, le email di benvenuto hanno un open rate quattro volte superiore alle newsletter tradizionali. Cinque volte superiore per quanto riguarda il tasso di click.

L’email di benvenuto o una serie di email di questo tipo sono poi anche utili per fare buona impressione agli occhi dei nuovi utenti, aiutando così il tuo brand a instaurare un rapporto in vista di campagne future.

Mobile design

Il mobile design è un elemento chiave da tenere in considerazione quando si progettano email. Ciò significa creare contenuti facilmente visibili su tutti i device nonché di semplice fruizione. È quindi bene utilizzare immagini grandi e d’impatto, font e typeface facili da selezionare con un dito e non con il mouse. Stessa cosa vale per l’eventuale call to action.

Quanto è importante un buon mobile design? Considera questo: secondo uno studio, il 57% degli utenti non consiglierebbe un brand o un’azienda se questa invia contenuti non progettati per mobile. Il mobile design nell’email marketing non è quindi solo di importanza strategica per la tua campagna, ma anche per la credibilità del brand in questione.

[Tweet “#EmailMarketing: il 57% degli utenti non consiglia aziende che hanno contenuti non mobile-friendly”]

Ma non dimenticare che i dispositivi sono a centinaia là fuori. Smartphone, tablet, smartwatch… assicurarsi che il proprio sito e i contenuti inviati via email siano correttamente fruibili su tutti i device è oggi un imperativo da non sottovalutare. Tutto deve essere correttamente visibile su device di ogni forma e dimensione.

Calls to action

Una delle parti più piccole ma al tempo stesso più importanti di ogni email è sicuramente la call to action (CTA). Se prima eravamo di fronte a semplici link di testo, oggi abbiamo principalmente a che fare con dei pulsanti. E non si tratta solo di una scelta estetica. I pulsanti sono infatti molto più semplici da selezionare, su pc come su mobile e oggi, lo sappiamo, sempre più persone controllano le email sul proprio smartphone.

Leggi anche: 5 consigli utili per l’email marketing di Natale [Infografica]

Ma anche da questo punto di vista, non tutti i pulsanti di call to action sono uguali e garantiscono alte performance allo stesso modo. Per creare una call to action di alto livello, bisogna innanzitutto considerare il linguaggio che si sceglie di utilizzare e per farlo bisogna aver ben chiaro quale sia l’obiettivo da perseguire. E se lo scopo è invitare gli utenti a compiere un’azione specifica, allora utilizza un pulsante con un linguaggio chiaro, immediato, senza giri di parole. D’altro canto, anche la personalizzazione conta: uno studio di Formstack ha rilevato come l’aggiunta di una sola parola dopo il classico submit, sia utile per un incremento del tasso di conversione (lo studio parla del 320%). Ma ancora una volta, è necessario adottare un linguaggio semplice: nello stesso studio, la top10 dei pulsanti di call to action ha una o due parole. Non di più.

[Tweet “#EmailMarketing: la personalizzazione della CTA paga, ma senza esagerare sulla lunghezza del testo”]

Ma anche l’occhio vuole la sua parte: usare immagini che guidano l’attenzione degli utenti può essere utile per incrementare il proprio tasso di conversione, ma al tempo stesso non devono distrarre l’utente. Da questo punto di vista può ad esempio essere utile utilizzare una foto di un soggetto con lo sguardo rivolto verso il pulsante di call to action. Studi di eye-tracking hanno infatti scoperto che in presenza di foto di questo tipo gli utenti sono portati a guardare dove si conclude lo sguardo del soggetto. Curiosità? Inconscio? Sicuramente un plus da non sottovalutare.

Infine, non dare mai per scontato il colore del pulsante di call to action. Attraverso lo studio dei colori, è infatti risaputo che un determinato colore può spingere le persone a percepire il messaggio, e l’azione che compiranno, in un determinato modo. D’altro canto, è altrettanto noto che i colori siano legati al contesto culturale nel quale si opera, il che rende queste operazioni non del tutto valide a livello globale.

Per esempio, sappiamo bene quanto sia utile il verde come pulsante di call to action. È un colore semplice da elaborare per il cervello umano, perché immediatamente riconducibile a tutto ciò che è naturale. Ma allo stesso modo arancio e rosso sono scelte più vivaci: il primo invita maggiormente all’azione; il secondo offre un senso di energia ma anche di emergenza. In questo senso il rosso può essere utile per un’offerta limitata temporalmente o magari quando la disponibilità di un prodotto è vicina al sold out.

Fonte: Entrepreneur