La firma delle email come strumento di marketing

Ogni giorno nel mondo vengono inviate diverse centinaia di milioni di email. Ognuno di noi, lavorando nel mondo della comunicazione digitale, ne invia mediamente tra le 10 e le 20 ogni giorno e ne riceve circa una ventina. All’interno di ogni email c’è una costante: la firma.

Normalmente, anche nel marketing, questo elemento comprende i contatti aziendali e le informazioni personali come:

  • ► Nome e cognome;
  • ► Numero di telefono;
  • ► Sito web aziendale.

Eppure chi lavora in questo settore sa bene che è attraverso le email che si portano avanti importanti conversazioni tra agenzia e cliente – attuale o potenziale che sia – tra agenzia e fornitore, tra agenzia e agenzia e così via. Perché non approfittare di questo elemento guardando alla firma come uno strumento di marketing?

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Firma come strumento di marketing: livello base

Considerare la firma come uno strumento di marketing può sembrare bizzarro, ma di fatto si tratta di un elemento costantemente presente in ogni nostra comunicazione in uscita. Quindi perché non sfruttarlo? Partendo da un primo livello, per così dire, basilare, a seconda del business di riferimento nonché della propria professione, è possibile integrare la classica firma Nome Cognome – o NC piuttosto che semplicemente N, in alcuni casi – con delle ulteriori informazioni importanti o potenzialmente interessanti per il destinatario delle email.

Per chi lavora nel marketing e nella comunicazione digitale può essere decisamente utile inserire nella firma diversi elementi aggiuntivi:

  • ► Blog aziendale, nel caso in cui questo differisca dal sito web istituzionale;
  • ► Presenza social aziendale, soprattutto per quanto riguarda Linkedin e Twitter per le agenzie o Facebook e Instagram per i brand;
  • ► Posizione e nome dell’azienda sono elementi distintivi, specialmente il primo, nel caso in cui si lavori per una grande azienda;
  • ► Skype, se impiegato, è un canale molto utilizzato e non può non essere considerato nella firma di un account aziendale;
  • ► Prefisso telefonico internazionale, nel caso in cui si lavori o si comunichi con soggetti stranieri;
  • ► Indirizzo della sede operativa della propria azienda.

D’altro canto, è anche vero che normalmente una firma non può contenere troppe informazioni, altrimenti rischia di diventare troppo lunga, di cattivo gusto, inutile. Normalmente si suggerisce di non superare le 5 o 6 righe di lunghezza.

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Ipotizziamo un semplice test aprendo il nostro client di posta e scrivendo una email il cui corpo del testo reciti semplicemente «Ok». Non sarebbe una rarità, del resto, ricevere una email di questo tipo. Inviamola a noi stessi e ragioniamo sulla dimensione del corpo del testo rispetto alla firma: è davvero proporzionato? Come appare su mobile? È interamente visibile senza fare scroll? Se sì, siamo sulla buona strada.

Firma come strumento di marketing: livello intermedio

Volendo considerare la firma uno strumento di marketing, perché non integrarla con elementi accessori importanti per il proprio brand? A seconda del business di riferimento, nonché del tipo di azienda per cui si lavora, può essere utile evidenziarne alcuni:

Pubblicazioni, indipendentemente se queste siano libri, e-book, white paper, saggi accademici e così via. Ciò non è solo utile a (potenzialmente) accrescerne la conoscenza ed eventualmente a generare più download, in caso di attività di content marketing, o vendite, ma può essere molto importante anche a livello di authority del mittente dell’email.

Eventi e conferenze in cui parlerai, sarai protagonista o ne curi l’organizzazione. Non necessariamente questo ti porterà più partecipanti, ma – di nuovo – accrescerà il tuo livello di autorevolezza e favorirà la conoscenza dell’evento in programma.

[Tweet “Pubblicazioni, eventi, promo: come rendere la firma delle #email uno strumento di #marketing”]

Offerte del momento, nel caso in cui si lavori per un’azienda che produce beni o offre servizi soggetti a promozioni. È  molto utile per tutti coloro che normalmente entrano in contatto via email con clienti e potenziali tali.

Case study o ricerche di mercato possono essere incluse nella firma di un account aziendale soprattutto se la propria azienda offre servizi di consulenza. Se invece parliamo di servizi online o beni tangibili, la firma può essere utilizzata come strumento di marketing per far conoscere l’ultimo prodotto, app o tool appena lanciati, con eventuale rimando a una landing page dove l’interessato può trovare informazioni e magari testare una demo.

Firma come strumento di marketing: livello avanzato

Quante volte ti è capitato di desiderare una firma più accattivante ed esteticamente attraente ma al tempo stesso professionale? Molto spesso l’escamotage più in voga consiste nell’inserire il logo aziendale, rigorosamente nella versione colored, e le icone dei social media utilizzati. Certo, anche i link danno un tocco di vitalità e di colore, ma a volte questo non basta per dare un tocco in più di professionalità.

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In questi casi sono due le opzioni e la scelta dipende direttamente dalla vostra capacità o meno di saper scrivere in HTML, o per lo meno avere a disposizione un qualcuno che lo sappia fare! Nel primo caso, infatti, sarà sufficiente strutturare lo stile della firma come meglio si ritiene opportuno; nel secondo caso, invece, si può far ricorso a tool online in grado di strutturare la firma di un account aziendale come uno strumento di marketing completo, efficace ed esteticamente attraente, includendo elementi più disparati come:

  • ► Foto o altre immagini, organizzate sia verticalmente che orizzontalmente;
  • ► Ultimo tweet o post condiviso sui canali social;
  • ► Link all’ultimo articolo pubblicato sul blog tramite feed RSS;
  • ► Disclaimer di responsabilità o di riservatezza;
  • ► Eventuali elementi accessori (video, sondaggi, slogan, CTA, mission aziendale, messaggi di CSR, ecc.).

Come sempre, anche in questo caso abbiamo a disposizione tool gratuiti e a pagamento che, con le dovute differenze, sono in grado di portare a termine il lavoro e rendere la firma un vero strumento di marketing. Strano a dirsi, per chi lo conosce, ma in questo caso l’email signature generator gratuito più in voga è Hubspot. Mentre il servizio in abbonamento più scelto sembra invece essere WiseStamp.

[Tweet “Foto o post recenti di #social e blog possono rendere le firme delle #email strumenti di #marketing”]

Firma come strumento di marketing: do’s and don’ts

Quando si pensa alla firma come strumento di marketing ci si può far prendere dalla foga cercando di integrarla  con quanti più elementi possibili. Non sempre è un bene. Ecco qualche consiglio utile:

  • ► Non inserire nella firma il tuo indirizzo email. Che senso ha?!
  • ► Cancella il numero di fax dalla tua firma… Che diavolo, siamo ancora negli anni ’90?
  • ► Sent from my iPhone o Sent from Blackberry… parliamone.
  • ► Ok, la tua azienda ha una presenza social districata su 85 canali social? Non inserirli tutti!
  • ► Assicurati di utilizzare immagini leggere e di piccole dimensioni, possibilmente allocate su Dropbox o Google Drive e quindi sempre online.
  • ► Non utilizzare più di due font o più di due colori per il testo della tua firma, a meno che non sia Carnevale.
  • ► Rimuovi le informazioni superflue (www.website.com è meglio di website: www.website.com, così come la parola Twitter linkata è più utile di Twitter: www.twitter.com/account) e abbrevia quelle indispensabili trasformando telefono in tel se non addirittura in una semplice t.
  • ► Sì, includere offerte, servizi o pubblicazioni è utile… ma non inserirne 47! Be relevant! Inserisci solamente l’ultimo elemento disponibile o quello che davvero può interessare il tuo interlocutore.
  • ► La firma può contenere anche immagini, ma è opportuno che queste non siano l’unico elemento presente. Meglio inserire anche del testo.
  • ► Testa periodicamente come la tua firma viene elaborata dai differenti client di posta e quindi visualizzata dai tuoi destinatari.

E tu, utilizzi la firma come strumento di marketing? Avevi già considerato questo approccio o si tratta di una novità per te? Parliamone su Twitter o Linkedin o commenta l’articolo.