Email design: sempre più responsive, sempre più modulare

L’email design si sta evolvendo, mutando di fatto anche i capi saldi dell’email marketing. Certo, alcuni di questi sono da considerarsi dei sempre verde, rendendo una serie di consigli utili sempre attuali. Altri elementi da tenere in considerazione sono invece relativamente nuovi (leggi mobile, ma non solo) e chi oggi si occupa di progettare una campagna email non può non tenerne conto.

Occuparsi di email design oggi significa progettare e ottimizzare una campagna cross platform. Guardiamo la nostra inbox su pc, su tablet, su smartphone, su smartwatch e magari su console da gioco, domestica o portatile che sia, smart tv e connected cars. E come se non bastasse ogni dispositivo è fortemente caratterizzato da risoluzioni e tecnologie differenti. Insomma, siamo in presenza di un ecosistema a dir poco frammentato e oggi più che mai non possiamo non tenerne conto.

E come se non bastasse, quando si parla di email marketing c’è sempre qualcuno che storce il naso: perché nel 2016 siamo ancora così strettamente legati a uno strumento che proprio quest’anno compie 45 anni? La prima email fu inviata nel lontano 1971, eppure ancora oggi l’email marketing è uno dei canali più utilizzati da brand di ogni genere, settore e grandezza nonché uno dei strumenti con il più alto tasso di conversione, soprattutto quando parliamo di newsletter.

In passato abbiamo già discusso dei trend che stanno influenzando l’email marketing nel 2016. Oggi perciò ci concentreremo sull’email design e suoi principi che ne fanno ancora oggi un mezzo altamente performante, grazie anche alle sue peculiarità. Vecchie o nuove che siano.

Responsive Email Design

Partiamo dai dati: secondo l’ultima rilevazione 2015 di BlueHornet, il 93% degli utenti possiede e utilizza un pc (o un notebook) per controllare la propria inbox. 67% per gli utenti smartphone; 42% tablet e 6% smart tv.

rilevazione 2015 di BlueHornet

In un mondo in cui quasi il 70% degli utenti utilizza smartphone per controllare la propria inbox, l’email design non può non preoccuparsi di questi dispositivi. Da questo punto di vista il design responsive è sicuramente un primo passo da seguire se si vogliono ottenere buoni risultati. Del resto chi mai spenderebbe del tempo per leggere una email mal scritta o mal impaginata? Probabilmente nessuno.

Il design responsive non è una novità dato che se ne parla ormai da almeno cinque o sei anni. Tuttavia il termine responsive design non sempre è stato usato per indicare la stresso concetto. Nell’email design intendiamo responsive una email strutturata e codificata secondo logiche di design che ne ottimizzino la resa e la fruibilità di dispositivi di dimensioni differenti.

Come funziona il responsive design

Nell’email design come nella progettazione di un sito web, il design responsive viene codificato utilizzando il CSS3. In questo modo, lo stile dell’email includerà le cosiddette dichiarazioni condizionali, meglio note come media query. Una funzione in grado di identificare la risoluzione impiegata dal dispositivo in uso. In base ai risultati delle query, letteralmente interrogazioni, il codice CSS richiama gli opportuni aggiustamenti, riposizionando gli elementi o modificandone le dimensioni.

C’è però da dire che non tutti i client di posta supportano al 100% questa tecnologia: per alcuni non è necessario poiché operano su schermi di grandi dimensioni. Per altri, invece, il problema c’è e non va sottovalutato.

MailUp, piattaforma SAAS italiana per la creazione, invio e monitoraggio di newsletter, email ed SMS, ha individuato una serie di best practice per il responsive email design:

  • Email a colonna singola.
  • Contenuto conciso, con caratteri di grandi dimensioni, facile da leggere.
  • Design minimale, senza header o footer complessi ed elementi inutili.
  • Navigazione ottimizzata per il tap e bottoni visibili anche quando le immagini sono disattivate.
  • Immagini di dimensioni ridotte per alleggerire caricamento e traffico dati.
  • Design a contrasto elevato per gli schermi mobile impostati su una bassa luminosità.
  • Non limitarsi alle immagini e abbinare testi alternativi a tutte le immagini.

E il design modulare?

Il design modulare è un approccio può essere utilizzato con o senza il responsive design. Si tratta sostanzialmente di strutturare l’email per moduli, partendo dall’header, passando per un’eventuale sezione testuale, un corpo formato da diversi elementi e infine un footer.

L’utilizzo del design modulare quando si parla di email design è sempre più esteso, soprattutto per via della sua versatilità e velocità, guadagnando così popolarità tra marketer e designer e spazio nelle piattaforme di email marketing che attraverso il drag&drop hanno enormemente semplificato il processo di email design, quasi azzerando la necessità di requisiti tecnici da parte dell’utente. È un po’ come giocare con i Lego: se non ci piace l’ordine dei mattoncini non è necessario crearne di nuovi, è sufficiente riorganizzarli. Si lavora per moduli…

Sstrutturare l’email per moduli  con design modulare

…per mettere poi tutto insieme in un secondo momento.

Il design modulare più semplice è la scelta più sensata in caso di newsletter

Il design modulare più semplice, ovvero quello a colonna singola con due o tre elementi posizionati verticalmente nel corpo dell’email, è sicuramente la scelta più sensata in caso di newsletter o comunque comunicazioni opt-in. Molto meno se stiamo invece parlando di campagne opt-out.

In questo caso, dato che l’utente non ha scelto volontariamente di ricevere comunicazioni, è consigliabile un email design più articolato e in grado di attirare l’attenzione di chi legge, magari alternando contenuti testuali a elementi visivi come immagini e video.

Risorse utili per l’email design: