Da startup a società affermata: il tuo brand è pronto?

Da startup a società affermata: il tuo brand è pronto?

Parliamoci chiaro: il sogno di ogni imprenditore è vedere la propria azienda diventare un gigante globale; guardare il proprio brand trasformarsi in un sinonimo di un intero settore. Google non è un motore di ricerca, è IL motore di ricerca. Esattamente come Uber è LA app per il trasporto locale o Airbnb è IL servizio per trovare sistemazioni ovunque nel mondo. Ammettiamolo: non sarebbe straordinario se un giorno la tua azienda raggiungesse lo stesso livello di riconoscimento (e di profitto)?

Ma se raggiungere tali livelli è un risultato più unico che raro, soprattutto per una startup, anche un obiettivo più realizzabile come il desiderio di diventare un player importante, seppur non il principale, all’interno del settore di riferimento può richiedere tempo, energie, risorse. È in questo contesto che la decisione di investire nelle iniziative di branding deve essere ponderata e studiata e inserita in una più ampia marketing strategy, soprattutto dal punto di vista temporale. Se lo fai troppo presto rischi di buttar via i tuoi soldi. Se lo fa troppo tardi i tuoi competitor potrebbero approfittarne e attirare su di loro i riflettori.

Beh, è anche vero che non ci sarà mai nessuno che ti dirà “questo è il momento!”. Ma tenendo d’occhio alcuni segnali e facendo le domande giuste, forse sarà più facile riconoscere il momento giusto.

Puoi fare la differenza?

Se si dispone di una buona presa sul mercato, caso in realtà difficile per una startup, e il proprio prodotto offre una serie di POD (Points Of Difference) importanti, allora sarai sicuramente in una posizione sufficientemente buona per differenziarti dalla concorrenza. Attenzione però: parliamo di un punto di partenza, ma non di arrivo. Anche il migliore dei prodotti ha qualche difetto. La preparazione strategica è fondamentale, sia per l’azienda che per il prodotto. Una volta che i riflettori saranno tutti per il tuo brand, questo sarà messo alla prova dai consumatori, oltre che da vecchi e nuovi competitor.

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Secondo: se vuoi davvero crescere, il tuo prodotto non dovrà solo aver successo nel breve periodo, ma dovrà riuscire a plasmare il mercato, inducendo i consumatori a sentire nuovi bisogni. In breve, il tuo brand dovrà essere in grado di plasmare il futuro.

Terzo: il tuo prodotto dovrà essere in grado di dare il la a una serie di innovazioni. Esattamente come un software, un brand con tali ambizioni dovrà essere in grado di lanciare nuove versioni dei suoi prodotti, ottimizzandoli, modificandoli secondo le esigenze di chi li utilizza, continuando così a cavalcare l’onda che merita.

Trovare l’equilibrio? Questo è il problema.

Non sempre il nostro modo di percepire la nostra azienda, soprattutto se questa è una startup, è in linea con il modo nel quale questa viene percepita all’esterno di essa. Anzi, molto spesso conta solo come il tuo brand viene percepito all’esterno. Per trovare l’equilibrio è quindi necessario mettere in atto strategie di comunicazione che esaltino la trasparenza della propria società e tengano il tuo brand lontano da fenomeni negativi.

Certo, la sola strategia di comunicazione non è sufficiente per far percepire positivamente il tuo brand se poi questo non offre servizi o prodotti all’altezza o ha commesso illeciti a livello legale o sociale. L’equilibrio è l’elemento chiave. E trovare l’equilibrio tra chi si vuole essere e come si viene percepiti è un’operazione assolutamente cruciale per ogni azienda. Identificare correttamente questo equilibrio è importante e aiuterà senz’altro il tuo brand a comunicare meglio sé stesso, soprattutto se si impiegano logiche di storytelling.

Dopo il primo passo ce n’è sempre un secondo, un terzo…

L’investimento necessario per raggiungere uno stato consolidato non va inteso come un qualcosa a breve o medio termine. Parliamo di operazioni a lungo termine in cui lo sforzo economico necessario alla messa in atto di strategie di branding verrà ripagato solo con il tempo.

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È per questo che una volta gettato l’amo non possiamo andare via. È un po’ come tuffarsi: se si fa lo sforzo di lanciarsi in acqua senza poi nuotare… perché lanciarsi? Quando si parla di iniziative di branding è necessario pianificare le attività future per trimestri e, in alcuni casi, persino anni. Certo, l’obiettivo è portare il proprio brand in posizione dominante rispetto al mercato, ma non bisogna dimenticare operazioni cicliche come l’analisi, la reportistica, l’ottimizzazione. L’obiettivo è chiaro, ma la sua esecuzione richiede risorse e, perché no, un pizzico di perseveranza.

Misurare il ROI (Return On Investment) quando si parla di attività di branding, soprattutto per una startup, non sempre è un’operazione semplice o immediatamente visibile come in altri frangenti o in altre iniziative di marketing. È però importante, anche in questo caso, definire con chiarezza obiettivi e micro obiettivi S.M.A.R.T. (Specific, Measurable, Agreed, Realistic, Time-bound), gli indicatori utili a valutarne il successo o meno, le metriche utili per calcolarli.

Risorse… non solo economiche.

Altro tassello importante nel puzzle di una buona strategia di branding è la certezza di poter contare su un team all’altezza. Acquisire consumatori e utenti richiede abilità diverse, seppur complementari, rispetto alle attività di crescita societaria ed è per questo che è necessario assicurarsi che il proprio marketing team sia all’altezza e in grado di affrontare queste nuove responsabilità. Prendersi il tempo necessario a valutare criticamente le capacità e le competenze del proprio team di lavoro è un processo chiave per la crescita del proprio brand.

Allora, la tua startup è pronta a crescere?

Fonte: Entrepreneur