gli influencer dovranno inserire un tag al brand di cui stanno segnalando il prodotto o servizio

Branded Content su Facebook: occhio al tag!

Lady Gaga per Intel, Chiara Ferragni (alias The Blond Salad) per Max Mara e Belen Rodriguez per Guess: l’influencer marketing, soprattutto di fronte ai protagonisti di musica, moda e spettacolo, dà il meglio di sé perché si tratta di un tipo di strategia che del background e dell’audience di questi soggetti fa il suo punto di forza e si esplicita con la produzione di branded content.

In altri contesti (leggi spot televisivi, radiofonici, ecc., ndr) li chiameremmo testimonials, ovvero personaggi più o meno famosi che prestano la propria voce o la propria presenza alla promozione di quel determinato brand, prodotto o servizio. Ma è quando parliamo di digitale che qualcosa cambia: la comunicazione non proviene più solamente dai brand, ma viene fatta propria dagli testimonials, i quali rilanciano nei propri owned media – primi tra tutti i profili social – brand, prodotti o servizi per i quali hanno prestato (o lo stanno facendo in diretta) la propria persona, il proprio background, il proprio fandom.

Ma l’influencer marketing, neanche a dirlo, è marketing a tutti gli effetti. E a tutti gli effetti un post come quello di Chiara Ferragni sponsorizza Max Mara, trasformando un contenuto naturalmente organico in uno pubblicitario, senza che questo sia percepito tale dai suoi seguaci.

Chiara Ferragni sponsorizza Max Mara

Secondo le regole di Facebook, ogni personaggio famoso riconosciuto come tale, ovvero rappresentato da pagine verificate (quelle con la spunta bianca su cerchietto blu, ndr), dovrebbe comunicare – se per realizzarlo sia previsto un compenso – che si tratta di un post mosso da logiche di influencer marketing, indicando nel testo gli hashtag #ad o #sponsored. Parliamoci chiaro: di questi hashtag ne abbiamo visti. Ma forse ne avremmo voluto vedere qualcuno in più. E non solo noi.

Breve disclaimer: non sapendo se il post di esempio sia interessato o meno da logiche di influencer marketing, non stiamo dicendo che Chiara Ferragni abbia violato tali regole. Il post è e deve essere considerato puramente di esempio in tale contesto.

In ogni caso, Facebook ha rimodulato le condizioni di utilizzo dei branded content, l’output dell’influencer marketing. La produzione di branded content è in crescita e altrettanto lo è l’influencer marketing. Stiamo parlando di un settore in forte crescita con un elevato livello di ROI, veicolato – in questo caso ci riferiamo solo a Facebook – attraverso un canale che da solo genera il 25% del traffico web.

Branded content: le cose cambiano

Facebook ha imposto un radicale cambio di rotta per quanto riguarda i branded content, una svolta che editor e influencer possono utilizzare, purché operino attraverso una pagina verificata. Nel momento del posting, gli influencer dovranno inserire un tag al brand di cui stanno segnalando il prodotto o servizio, contrassegnando automaticamente il contenuto come sponsorizzato. Il tag può essere applicato a foto, video, link, status, instant articles o video a 360 gradi. Restano fuori, per il momento, le dirette Live Videos sia da Facebook che da Mentions.

I brand, dal canto loro, vedranno arrivare una notifica che aprirà loro – pardon, ai propri gestori – di monitorare il contenuto stesso, mettendo mano a metriche utili come reach ed engagement e potendo, eventualmente, dare un boost ulteriore al branded content attraverso le Facebook Ads.

dare un boost ulteriore al branded content attraverso le Facebook Ads.

Branded content in sintesi

Facebook dice quindi basta alla pubblicazione selvaggia dei branded content aggiornando le sue policy in materia. Ecco le principali novità:

  • Gli influencer dovranno sempre taggare il brand che li sponsorizza;
  • Il tag per i branded content è disponibile per foto, video, link, status, instant articles o video a 360°;
  • Non è ancora disponibile per le dirette Facebook con Live Videos, ma lo sarà a breve;
  • I brand potranno monitorare le metriche dei branded content e dare un ulteriore boost con Facebook Ads;
  • Gli utenti potranno capire se si tratta di un contenuto spontaneo o un branded content sponsorizzato;
  • Le policy per branded content e Facebook Ads si sovrapporranno nel momento in cui un branded content viene sponsorizzato dal brand.

La nuova policy sui branded content

Insomma: la nuova policy sui branded content fa davvero tutti contenti: è utile ai brand poiché potranno monitorare più da vicino i propri investimenti in termini di influencer marketing su Facebook; è interessante per gli utenti dato che potranno fin da subito capire se ciò che stanno leggendo sia stato pubblicato dietro compenso o se sia del tutto spontaneo; è utile per gli influencer per chiarire fin da subito la loro posizione ed evitare spiacevoli incomprensioni con i propri fan.