15 contenuti visuali per il content marketing

15 contenuti visuali per il content marketing

Se fai parte del mondo del digital marketing non puoi non essertene accorto: è in veloce aumento la presenza di contenuti visuali per il content marketing. I pignoli potrebbero affermare che l’espressione “contenuti visuali” non è propriamente corretta dal momento che già parlare di contenuto vuol dire venire a contatto con “contenuto informativo di testi o documenti digitali o multimediali”.

Ma nonostante la definizione che la Treccani fa di questo termine, la parola visual viene abbinata ugualmente a content per dare risaltarne l’aspetto visivo. Secondo Hubspot,“quando ascoltiamo una notizia, solo il 10% di noi la ricorda dopo 3 giorni, ma se la stessa notizia è supportata da un’immagine d’impatto, il 65% di noi la ricorderà ancora trascorsi i 3 giorni”. Questo rende l’idea di quanto siano importanti i  contenuti visuali per il content marketing. Analizziamone insieme alcuni.

1. Template

Sicuramente uno dei contenuti visuali per il content marketing più efficaci per costruire un database di contatti poiché, spesso, per poterlo scaricare l’utente si imbatte nei cosiddetti gate, landing page tramite il quale il lettore è portato a fornire informazioni personali come nome, cognome ed email, per ricevere in cambio un contenuto gratuito e poi, periodicamente, delle newsletter personalizzate. Spesso si tratta di template grafici da scaricare in formato AI o PSD, modelli di Powerpoint o strutture parzialmente pre-compilate per realizzare facilmente il layout del proprio sito web o ebook. Il loro scopo, come quello dei tutorial o degli how-to, consiste nell’aiutare l’utente a svolgere un compito in particolare. A proposito di come incrementare il database grazie alle landing page, hai già letto il nostro articolo Landing page: 8 migliori esempi per la lead generation?

2. Slideshare

Slideshare permette agli utenti di condividere online le proprie presentazioni e slide, magari occasione di – o subito dopo – webinar o eventi. Sulla piattaforma ci sono presentazioni su come imparare a parlare in pubblico, come mantenersi in forma tramite esercizi fisici, fino a dati e statistiche del mercato economico globale. Le presentazioni Slideshare possono anche essere direttamente embeddate, cioè incorporate, all’interno di altri contenuti sul web, come il post di un blog o condivise sui social. Da non sottovalutare l’aspetto grafico di questi contenuti: l’utente vede immediatamente la copertina della presentazione, di conseguenza questa dovrà essere visivamente d’impatto e in grado di attirare l’attenzione. Di pari passo, anche il contenuto interno dovrà essere presentato in ordine logico, ricorrendo anche all’eventuale utilizzo di infografiche.

3. Video (Embedded)

I video possono essere di diversi tipi e si differenziano in base al contenuto, alla tecnologia utilizzata, alla piattaforma tramite la quale vengono veicolati, al target di riferimento, al messaggio che comunicano. Piattaforme come YouTube, Vimeo e Dailymotion fanno sì che sia possibile per chiunque caricare un video all’interno di aggregatori online e incorporarlo, poi, praticamente ovunque. Qualunque sia il tipo di video, è fondamentale che il messaggio venga comunicato in modo sintetico e facile da memorizzare. Un filmato realizzato nel modo migliore può diventare un contenuto fortemente persuasivo, basti pensare che l’80% dei millennial consulta un video prima di acquistare un prodotto. É fondamentale, quindi, prima ancora di girare una clip, creare il copione giusto: lo storyboard.

4. Visita virtuale

Grazie allo sviluppo delle fotografie panoramiche a 360° e delle simulazioni video, è diventato possibile esplorare luoghi lontani tramite i virtual tour, che consentono quindi a chiunque di visitare luoghi più o meno lontani senza uscire dal salotto di casa. Questo strumento interattivo offre la possibilità di muoversi attraverso diversi punti di osservazione, funzionalità che agevola la visione di spazi e dettagli con estremo realismo. Esempi di virtual tour si trovano spesso all’interno dei siti web di grandi musei, luoghi religiosi, esposizioni, hotel, oppure di spazi aperti come centri storici o villaggi turistici. Non è raro che i virtual tour contengano al loro interno altre componenti multimediali come effetti audio, aree testuali o musica. In genere sui siti web dove sono presenti dei virtual tour il tempo medio di permanenza del visitatore è molto più lungo del solito.

5. Infografiche

I contenuti visual per il content marketing la fanno ormai da padrone nel web e la diffusione delle infografiche ne è una testimonianza. Le infografiche rappresentano il tipo di contenuto ideale per presentare dati, informazioni e statistiche in maniera visuale, con qualche riga di testo a completamento del contenuto, rendendo molto più semplice la loro lettura e memorizzazione, ragion per cui vengono visualizzate di più, condivise e preferite di gran lunga rispetto agli altri tipi di contenuto più standard. Possiedono, dunque, un enorme potenziale virale. Gli elementi che compongono un’infografica sono, generalmente, delle informazioni complesse che vengono semplificate; parole integrate a strutture grafiche e una storyboard interessante e coerente. Degli esempi? Un’infografica che mostri gli orari migliori per postare contenuti sui social o una che illustri la distribuzione della ricchezza nel mondo o, perchè no, un’infografica che spieghi come realizzare un’infografica in 12 punti, come in questo caso.

come realizzare un’infografica in 12 punti

6. GIF

Le GIF (Graphic Interchange Format) animate sono spesso un contenuto leggero, a carattere ironico e potenzialmente virali. Dopo un periodo vissuto da protagoniste negli anni ‘90, le GIF sono state relegate all’interno delle chat online e dei forum, finché Tumblr non le rese, qualche anno fa, un contenuto alla moda, una scelta condivisa oggi da tutti i social media. Non solo ironia però: molto utilizzate sul web all’interno di banner e landing page, le GIF sono perfette per completare i cosiddetti contenuti demo, dal momento che permettono di mostrare il funzionamento di uno strumento o di una nuova funzione sul proprio sito web. Un esempio divertente? L’eterna diatriba tra comunicatori e marketer.

7. Foto

Che siano immagini stock o scatti personali, le fotografie sono ottime per corredare un contenuto testuale, come un articolo di blog. Per il proprio brand e in ottica di corporate storytelling, le foto scattate direttamente dall’interno di contesti aziendali o di vita quotidiana sono preferibili perché mostrano i volti e i luoghi dove vivono le persone che fanno parte dell’azienda. E che dire di un evento? Le foto permettono alle persone di rivivere un determinato contesto nel quale sono stati protagonisti o anche solo partecipanti. Beh, Instagram lo sa bene!

8. Illustrazioni

Non potevano mancare le illustrazioni, molto efficaci nell’evidenziare i punti principali di un articolo in modo originale e in grado di attirare l’attenzione del lettore. Non è un caso che, come abbiamo analizzato nell’introduzione di questo articolo, chi segue delle indicazioni corredate da illustrazioni, riesce decisamente meglio nel proprio intento rispetto a coloro che seguono istruzioni esclusivamente testuali. D’altronde come ci ricorda Hubspot grazie alle statistiche sui contenuti visuali per il content marketing: Ricerche dimostrano che elementi visuali ricchi di colore aumentano fino all’80% la propensione a leggere un contenuto.

9. Newsletter

Nonostante la loro grande diffusione, non tutte le newsletter sono efficaci per definizione poiché esistono una serie di fattori da considerare per elaborarne una davvero in grado di raggiungere i suoi obiettivi, dall’apertura alla lettura fino a una eventuale interazione. Tra i fattori più determinanti c’è sicuramente la scelta di un oggetto accattivante, personalizzato e con una call to action a mo’ di suffisso che incuriosisca il destinatario e lo esorti a fare il passo successivo interagendo con la newsletter stessa. Il contenuto al suo interno dovrebbe essere per un 90% a carattere educational e solo per un 10% di tipo promozionale, mentre il design e il copy, la parte testuale, dovrebbero essere il più possibili minimal e semplici. In ultimo, ma non per importanza, è importante aggiungere un testo alternativo alle immagini, il cosiddetto alt-text, visibile nel caso in cui i contenuti visivi non venissero mostrati, così come di rendere semplice e diretto il processo di disiscrizione.

10. Marketing automation

Strategie (e software) di marketing automation permettono oggi di realizzare contenuti estremamente personalizzati, perché basati sull’esperienza e sui comportamenti del singolo utente. Stiamo parlando sia dell’ormai banale e scontato messaggio di buon compleanno, fino all’eventuale email che invita l’utente a provare e scaricare un determinato contenuto alla luce di un comprovato interesse verso un determinato argomento, non espresso a parole, ma piuttosto da esperienze di navigazione, ricerche web e prodotti acquistati online ben precisi. Certo, i tool di marketing automation richiedono grandi conoscenze del brand e del’audience di riferimento, ma anche capacità strategiche e… un bel portafoglio!

11. Timeline

Siamo nell’era dello storytelling: sappiamo quali sono gli step che intercorrono nella creazione di un prodotto; abbiamo la possibilità di conoscere la storia di un brand dalle origini a oggi; studiamo le carriere dei grandi guru per cercare di ripercorrerne i passi. Una timeline può essere creata per i contesti più disparati: la caratteristica fondante è però la sua struttura lineare, poiché basata su un susseguirsi cronologico di eventi, dove la messa in evidenza della data – o per lo meno l’anno di riferimento – assume un ruolo chiave, esattamente come una breve intestazione che ne sottolinei l’importanza. Elementi accessori sono invece la presenza di un’eventuale descrizione testuale supplementare o di un contenuto visuale a supporto. Facciamo un esempio? Dai un’occhiata alla storia di Polk&Union.

Raccontare la timeline tramite storytelling

12. Inspiration e hack

Hai presente quei blog di design che strabordano di novità creative, al limite dell’opera d’arte, nuove tecniche o semplici mashup tanto ovvi che nessuno c’ha mai pensato? E che dire di quella volontà di uscire dal coro portata avanti dal fai-da-te? Si parla di inspiration e hack, contenuti visuali per il content marketing che sono cardine per blog e portali come Abduzeedo o Ikea Hackers. Pensandoci bene, anche questo white paper rientra in questa categoria! Del resto, l’obiettivo di fondo è fornire idee e ispirare il lettore nella produzione di tipi di contenuto diversi dal solito, innovativi o ai quali non si è ancora pensato. E tu, saprai ispirare il tuo lettore?

13. Portfolio

Un must per i creativi, un nuovo trend per i marketer, un hobby per i web addicted: il portfolio è l’insieme dei progetti e/o dei lavori sviluppati, creati, o semplicemente messi in piedi nel corso della propria vita. E non importa se sia realizzato tramite piattaforme dedicate come Behance, Flickr o DeviantArt, il portfolio è la voce del suo autore: il suo biglietto da visita. Ma esattamente come gli esperti di risorse umane consigliano, anche per il portfolio vale una regola d’oro: qualità, non quantità.

14. Must have

Ah, quanto vorrei quel mouse supertecnologico ed ergonomico che ho visto online… e che dire di quelle cuffie wireless con isolamento totale dal rumore esterno? Wishlist a parte, il must have è un tipo di contenuto dalla forma e dall’argomento decisamente variabili, ma non nel suo approccio. Obiettivo di una galleria, di un articolo o di una newsletter creati in questo modo è di instillare nell’utente il bisogno di acquistare prodotti di cui, fino a un attimo prima, non ha mai neanche percepito la mancanza! Gadget speciali, articoli firmati o brandizzati: i must have altro non sono che collezioni sfogliabili, esplicitate con un elenco o un galleria, ma comunque caratterizzati dall’alta densità di materiale visuale, fotografico o multimediale che sia. E, volendo strafare – e in questo caso il nostro indice di difficoltà non può che crescere – c’è chi ne ha fatto un business, sviluppando community e portali di tutto rispetto come The Gadget Flow.

15. Vintage /rétro

È il pallino fisso di portali come Buzzfeed, è un elemento ricorrente nei piani editoriali di Mashable e Wired, è la caratteristica fondante di profili come Classic Pics su Twitter o la pagina Facebook italiana Foto che hanno fatto la storia. Il passato rappresenta la nostra memoria e spesso genera nostalgia, il che comporta un gran livello di partecipazione emotiva (e non solo) da parte dell’utente. Redarre o pubblicare contenuti di questo tipo non è però così semplice come può sembrare: il problema numero uno è trovare informazioni che siano veritiere, ma al tempo stesso poco note. A questo, segue la difficoltà di raccogliere contenuti visivi che siano rilevanti, particolari, di buona o di ottima risoluzione. Superati questi due ostacoli e aggiungendo un pizzico di sana capacità redazionale, il risultato è un tuffo nel passato a dir poco straordinario.

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