Scelta dei font: Serif e Sans Serif

Nov 15

“Il 1° Aprile 1977 il Guardian Organizzò un bello scherzo, ormai famoso, in occasione del decimo anniversario dell’indipendenza di San Seriffe: una repubblica il cui nome viene dal mondo dei caratteri. Lo Stato, che galleggiava liberamente nell’oceano Indiano, aveva beneficiato di un intenso boom economico (non da ultimo grazie alle sue riserve di fosfato), e le sette pagine dell’inserto erano piene di affascinanti informazioni sui premurosi sforzi compiuti dal generale Che Pica a favore dell’unità nazionale, nonché sul porto di Clarendon e sui Flong, la popolazione indigena che parlava Caslon e che aveva il pallino del teatro.

La burla fu un incrocio tra Il dittatore dello stato libero di Bananas di Woody Allen e il gioco radiofonico Mornington Crescent della BBC: un mondo parallelo dove solo i più spietati avrebbero imbrattato le spiagge (Gill Sands) con il loro cinismo. Alcuni lettori, si dice, provarono a prenotare una vacanza nel paese, anche se gli agenti di viaggio non riuscirono a localizzare Bodoni International Airport, la pittoresca baia di Garamondo e la vasta distesa dell’inospitale Perpetua. Ebbero difficoltà a individuare persino le isole, la tondeggiante Caissa Superiore e la più arricciata Cissa inferiore, che insieme formavano la sagoma di un punto e virgola. San Seriffe andò alla deriva fino a scivolare nella leggenda, e probabilmente costrinse i lettori poco ferrati in tipografia a rispolverare il dizionario.”
Estratto dal libro Sei proprio il mio typo – La vita segreta delle font di Simon Garfield.

Ammettiamolo, chi di noi non sarebbe cascato in uno scherzo così ben fatto? Saremmo corsi tutti sui siti delle migliori compagnie aeree low cost a cercare il fantomatico aeroporto Bodoni! E prima che potessimo rendercene conto saremmo stati rimbalzati su un sito che ci avrebbe fatto notare che il Bodoni, come la maggior parte dei nomi citati prima, è un font! Per la precisione un font “serif”. Ma prima di annegare anche noi nell’oscuro mare che circonda l’isola dei caratteri, facciamo un ripassino insieme sulla loro natura e approfondiamo poi la scelta dei font per il settore medico e dell’intrattenimento.

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La scelta dei font come tono di voce

I font si dividono principalmente in due categorie: Graziati o Bastoni (dal francese serif e sans serif). I primi si contraddistinguono per la presenza di “grazie”, ovvero gli allungamenti ortogonali delle estremità delle lettere. Se le estremità sono nette ci troviamo di fronte a un font bastoni. Al di fuori di queste due grandi categorie troviamo i font Calligrafici (i cosiddetti Script) che imitano la scrittura manuale.

I Font ci evocano sensazioni e emozioni diverse esattamente come potrebbe fare un’immagine o una palette colori, per questo è fondamentale pensare fin da subito a cosa vogliamo comunicare e chi dovrà leggere il contenuto del testo.

Nel caso del settore medico l’interlocutore può dividersi tra: paziente e dottori. In entrambi i casi i temi trattati sono relativi alla salute, quindi un argomento molto delicato e serio. La scelta dei font da utilizzare è quindi orientata verso i font graziati, i quali evocano un sentimento di serietà, conoscenza approfondita dell’argomento ed eleganza. Di solito questi caratteri vengono abbinati a dei colori che infondono calma e sicurezza, come il verde e il blu.

Ovviamente la varietà dei pazienti, e quindi dei relativi argomenti, è molto ampia. Come già accennato il primo passo è capire cosa vogliamo comunicare e a chi, quindi non ci sono delle regole universali per la scelta dei font. Infatti nel caso di un tema medico, ma tutto al femminile,il colore può avere delle varianti che vanno sul viola-rosa, mentre quando si trattano argomenti che riguardano dei bambini si possono osare anche dei font calligrafici che richiamano la scrittura scolastica.

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Nel caso del settore dell’intrattenimento il tono di voce da utilizzare è ovviamente diverso. Non c’è bisogno di trasmettere istituzionalità, ma innovazione e progresso. Non a caso il carattere “Futura” è stato scelto per la targa lasciata sulla Luna dagli astronauti dell’Apollo 11.

Il messaggio deve essere breve e immediato, deve colpire al primo sguardo e catturare l’attenzione, al contrario del settore medico in cui si devono approfondire e motivare i vari argomenti. La scelta dei font è quindi indirizzata verso i font bastoni, più adatti a descrivere l’essenzialità della comunicazione date le linee pulite e nette. Si presuppone anche che il target sia giovane, quindi è bene che il font non solo sia molto dinamico, ma che richiami anche elementi di design. I colori brillanti ben si accostano a questo tipo di comunicazione, rendendola giovanile e “frizzante”.

In conclusione si può affermare che non c’è un font adatto ad un singolo progetto. Ci sono delle regole di base che, non smetterò mai di ripeterlo, dobbiamo interpretare e adattare alle nostre esigenze, studiando il messaggio e il target a cui è riferito. Dobbiamo sempre tener conto che le parole sono il messaggio che vogliamo trasmettere e il font è il tono di voce che utilizziamo per farlo: sono strettamente correlati. Per esempio, voi direste ridendo a vostro nonno che alla sua età dovrebbe fare dei controlli molto più frequenti dal medico? Direi di no! Ecco perché la scelta dei font giusti determinerà la qualità e coerenza di un vostro progetto.

E infine, mi raccomando: a meno che voi non stiate scrivendo un fumetto (e anche in quel caso rimango molto scettica), niente Comic Sans!

Alexandra Frigieri

Alexandra Frigieri

Analyst e content editor at Polk&Union
Laureata in Comunicazione digitale alla Sapienza di Roma, ha lavorato come social media specialist. In Polk&Union è marketing assistant, associate editor e analista responsabile dell'area web intelligence.
Alexandra Frigieri