Landing page: 8 migliori esempi per la lead generation

Set 29
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Landing page: 8 migliori esempi per la lead generation

La landing page è uno degli elementi essenziali del direct email marketing. Letteralmente landing page significa pagina di atterraggio. Ma atterraggio di cosa? Da dove? E su cosa? Calma, ripartiamo dalle basi!

La landing page, è una pagina alla quale si può accedere a seguito di una ricerca su Google o dopo aver cliccato su una campagna pubblicitaria online. Il suo obiettivo è quello di convertire i visitatori in lead (contatti).

La differenza di base con una qualsiasi pagina web destinata alla consultazione di informazioni è il focus sul form di contatto o su un acquisto online.

Nel caso in cui l’obiettivo sia la lead generation (come gli esempi che andremo a vedere tra poco), l’intento è quello di spingere l’utente a fornire i propri dati personali (indirizzo mail, nome, numero di telefono, ecc.) che serviranno in seguito al brand per stabilire una relazione con i propri clienti.

Do’s e don’ts per una landing page perfetta

Adesso che abbiamo le idee più chiare, vediamo gli elementi da inserire e quelli da evitare per creare una buona landing page e poi passiamo ad alcuni esempi pratici.

In primis, essenziale per i motivi sopra indicati, il form di contatto. Meglio se accompagnato da un visual accattivante e studiato ad hoc per la pagina. Essendo i primi elementi visualizzati dal visitatore – e in base ai quali sceglierà se continuare a consultare la pagina o meno – un occhio di riguardo non guasta!

La call-to-action deve essere chiara e spiccare al primo sguardo. Call to action come “Iscriviti” e un bottone dal colore vivace che stacca dal resto della pagina saranno i migliori alleati di una conversione vincente.

Per essere veramente precisi, la call-to-action deve essere ripetuta più volte nella pagina. Un visitatore che scrolla per leggere tutta la landing page e intende lasciare il suo contatto, per farlo dovrà tornare nel visore. In maniera impercettibile questo lo infastidisce e se vorrà trovare un pretesto per abbandonare la nostra pagina coglierà al volo l’occasione. E noi non vogliamo che vada via dopo tutto questo impegno, vero?

Elementi come numero di telefono, live chat, testimonianze e loghi clienti rendono la landing page più autorevole e degna di fiducia. Infine, per convincere definitivamente il visitatore che è veramente interessato a ciò che offriamo, possiamo inserire un elenco di benefici e descrizione dei servizi.

Esempi pratici di landing page

Studiamo delle vere landing page e analizziamo il layout in base a quanto indicato nei paragrafi precedenti.

Munchery

Di sicuro il form la fa da padrone. È in assoluto la prima cosa che salta all’occhio, messo in evidenza anche da una foto dalle tonalità cupe di sfondo. I colori sono utilizzati con sapienza in modo da far risaltare solo i bottoni e altri piccoli elementi, lasciando il resto della landing page molto pulita e luminosa.

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ClassPass

Le foto sono il punto forte di questa landing page. Il form in questo caso non è posizionato su una cornice, ma si trova direttamente sull’immagine. All’interno della pagina non troviamo bottoni ma call-to-action testuali che, nonostante il colore differente dal testo, non risaltano indebolendo il loro intento.

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Frank & Oak

Mossa astuta: inserire un log in con i social come alternativa alla email rende più veloce il collegamento. Da notare la differenza di stile dei bottoni: quelli che portano al sito madre sono bianchi con outline nero, mentre quelli che consentono l’iscrizione alla newsletter sono rossi (per l’email) e blu (per i social).

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Five Stars

La quasi totale assenza di un visual fa sì che l’attenzione sia completamente catturata dal form da compilare. Il visitatore è invogliato anche da una offerta economica (30 giorni gratis), messa in risalto dal bottone viola. La landing page è molto chiara grazie alle icone illustrate. Peccato non aver ripetuto la CTA all’interno della pagina!

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Rdio

L’attenzione è attirata dai molteplici colori del visual e non dal bottone, che è collocato anche in una posizione secondaria. Si predilige l’iscrizione con i social piuttosto che con l’email, lo dimostra anche il fatto che in fondo alla pagina ci sia una sezione dedicata esclusivamente a questi ultimi. Una mossa vincente se si pensa al target di riferimento.

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Plated

Nonostante la foto nel visore sia molto colorata, il bottone riesce a emergere grazie alle diverse tonalità di colore. Le immagini si alternano a icone illustrate, spiegando con chiarezza i servizi e la qualità del prodotto. Il form per l’iscrizione è ripetuto a fine pagina.

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Simple

Nonostante il form di contatto sia presente solo a inizio pagina, è ben evidente poichè separato dal visore. Il visual infatti, si concentra sulla spiegazione del servizio offerto. Data la delicatezza dell’argomento trattato- il trasferimento monetario- fondamentali sono le testimonianze a fondo pagina.

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Luminosity

È subito evidente la differenza tra il colore istituzionale e il quello secondario. Icone e sfondi sono verde acqua come il logo. L’arancione è utilizzato per mettere in evidenza tutte le call-to-action della pagina, mentre le testimonianze hanno una posizione più di rilievo, poichè collocate immediatamente al di sotto del visore.

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Sara Fiacco

Sara Fiacco

Graphic designer at Polk&Union
Diplomata all’Accademia di Belle Arti in Graphic design, è specializzata in corporate identity e web design. Ha lavorato in Kinaweb Advertising. Dal gennaio 2014 fa parte del team grafico di Polk&Union.
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