Fare la spesa online: un must per un italiano su quattro

Ott 27
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In futuro sceglieremo tra aspettare a casa 30 minuti o uscire e andare al supermercato. Rimanere a casa e parlare con i miei figli o preparare la cena sarà un grande beneficio. Dunque penso che la gran parte dei clienti sarà ben contenta di aspettare 30 minuti”.

Parola di Gur Kimchi, niente meno che Vice Presidente di Amazon.

Una dichiarazione sul fare la spesa online che suona sibillina, oggi che Amazon ha definitivamente annunciato il perfezionamento delle consegne con i droni: un’innovazione straordinaria per garantire al cliente, dal click al delivery, un servizio in meno di 30 minuti.

E se la consegna con i droni rappresenta la nuovissima frontiera del mercato dell’e-commerce e del food delivery, forse ancora un po’ remota nell’immaginario collettivo, la realtà non è poi così diversa.

Fare la spesa online: la rivoluzione che ha investito il settore food e la GDO

In Italia fare la spesa online è un trend in rapidissima ascesa che riflette la profonda trasformazione del mercato del food e della GDO.

Secondo l’Osservatorio eCommerce B2C della School of Management del Politecnico di Milano, infatti, il mercato del food online in Italia è cresciuto del 30% dal 2015 al 2016, toccando un valore di 600 milioni di Euro.

L’innovazione tecnologica e il contagio della connettività, stanno quindi scardinando il tradizionale modo di fare la spesa, spostando la tradizionale shopper experience dal punto vendita fisico alla dimensione online e convincendo sempre più clienti: nel 2016 più del 20% delle famiglie italiane ha fatto, almeno una volta, la spesa alimentare online.

Un comportamento incoraggiato dalla moltiplicazione dei punti di accesso per il cliente.

Se prima la scelta era tra il piccolo commerciante sotto casa o la grande catena distributiva in periferia, oggi il consumatore digitalmente evoluto può scegliere di comprare online, da desktop o mobile, possedendo, di fatto, le chiavi di tutti i supermercati.

Con il proliferare delle nuove modalità d’acquisto, aumentano anche le insegne: scegliendo lo shopping online, il cliente può decidere se affidarsi ad un’insegna classica di GDO Food (Esselunga, Conad, Simply) o se provare il servizio di nuovi player come Amazon, Weygo o Second Chef.

Cosa ci aspetta domani? Considerando che l’indotto del food online rappresenta oggi solo il 3% dell’intero fatturato italiano proveniente dall’e-commerce, all’orizzonte si intravedono i segnali di una rivoluzione travolgente.

Perché i clienti amano fare la spesa online?

Non sono pochi i vantaggi per il consumatore che sceglie di fare la spesa online.

La possibilità di accedere a punti vendita virtuali aperti 24 ore su 24 e di fare la spesa in ogni attimo libero, senza perdere tempo nel raggiungere il negozio, è di per sé un grande benefit per il consumatore più savvy ed esigente.

Ma non basta: fare la spesa online offre anche benefici esclusivi, come la consegna a domicilio (azzerando la fatica del trasporto dei prodotti), l’accesso a sconti esclusivi per gli acquirenti online e la possibilità di memorizzare le proprie preferenze, in un semplice click.

Il tutto a discapito dell’immediatezza?

Niente affatto: fare la spesa online oggi significa riceverla a casa potenzialmente entro un’ora, grazie a partner innovativi, come Amazon o Weygo, che stanno decisamente sfidando le regole della logistica.

L’online shopping experience è smart, grazie ai contenuti interattivi

L’esperienza d’acquisto cambia radicalmente.

Il cliente, attraverso il suo device, si aggira tra gli scaffali virtuali del e-grocery store: grazie ai contenuti interattivi seleziona i prodotti di suo interesse, sceglie il momento preferito in cui ricevere la consegna e, in un solo click, termina l’acquisto.

Il passaggio successivo? Aprire la porta all’incaricato e ritirare, comodamente, la spesa.

Player come Esselunga – con il servizio Esselunga a Casa – o Coop – con EasyCoop – ricalcano perfettamente questo modello.

Ma, in termini di interattività e di ingaggio del consumatore, c’è anche chi ha osato di più.

Come Carrefour, che nel 2015 per lanciare il servizio di e-commerce “Clicca e ritira” ha rimescolato i tasselli dell’esperienza d’acquisto, ricreando gli scaffali del supermercato nelle zone di attesa della metropolitana: un’esposizione virtuale di prodotti – contrassegnati da un QR code – che i clienti potevano inquadrare ed acquistare nell’attesa dell’arrivo del treno.

Stupiti? Sappiate che Tesco Home Plus lo aveva già fatto nel 2012.

Mentre tutti noi, probabilmente, eravamo in coda dal salumiere ad aspettare il nostro turno.