e-Sports marketing: la rivoluzione si gioca adesso.

Nov 24
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Abbiamo dato la caccia ai Millennials per anni, cercandoli in ogni piega digitale, ed ora li abbiamo trovati: erano sul treno dell’e-Sports marketing.

Come in un’epocale migrazione, il target più interessante del mercato – e non solo – si sta spostando verso il mondo dell’e-Sports eleggendolo a nuova grande frontiera dell’intrattenimento contemporaneo.

Capiamo di più.

e-Sports: il divertimento è interattivo

Prima di parlare di e-Sports marketing tracciamo il fenomeno degli e-Sports.

La definizione base di e-Sports è quella di sport elettronici, discipline organizzate di videogiochi praticate a livello professionale.

Se un tempo ci si confrontava su un campo da calcio a suon di rigori, oggi ci si confronta su una piattaforma di gioco digitale a colpi di click.

Il potere di questo fenomeno, però, non sta solo in chi gioca, ma soprattutto in chi guarda: gli e-Sports stanno catalizzando l’attenzione di milioni di giovani spettatori in tutto il mondo, che ogni mese si incollano davanti agli schermi dei propri computer sia per guardare il livestreaming dei match di e-Sports sia per commentarli. La forza di questo fenomeno, infatti, sta nella logica della co-creazione: sono gli utenti che assistono alle sfide e che discutono della competizione, comunicando in chat tra loro e con i giocatori, che spostano l’esperienza di gioco da una dimensione solitaria ad una dimensione 100% social ed immersiva.

Per darvi un’idea di quanto sia impattante il fenomeno, Twitch.tv, la principale piattaforma di streaming di e-Sports marketing – guarda caso controllata da Amazon – vanta circa 100 milioni di visitatori mensili e si posiziona al quarto posto tra i siti con più traffico (dopo Google, Apple e Netflix). Un flusso incredibile di visite, ancora più interessanti per l’indice di permanenza: ogni utente guarda in media 2 ore di e-Sports streaming al giorno, quasi il 50% in più della fruizione Youtube.

Un cambiamento epocale che ha decretato il trionfo dell’e-Sports marketing.

e-Sports marketing: un gioco da quasi 500 milioni di dollari

Sì, avete letto bene: 500 milioni di dollari è il giro di affari che l’e-Sports marketing ha fatto registrare nel 2016.

Un fatturato record, che in due anni supererà il miliardo.

Il motore del successo economico dell’e-Sports marketing?

I diritti media, le sponsorizzazioni e la pubblicità ad opera dei brand più innovativi che, fiutando la rivoluzione, sono corsi a presidiare gli spazi più invitanti del mercato.

Come Coca Cola, azienda protagonista del settore dell’e-Sports marketing, che si è affermata come uno dei principali sponsor di League of Legends: un “gioco” che conta oltre 100 milioni di utenti attivi al mese, e che durante la finale del 2016 ha registrato un picco di 43 milioni di spettatori unici e di quasi 15 milioni di utenti attivi simultanei. Coca Cola ha investito così tanto nel fenomeno dell’e-Sports marketing da vantare oggi un importantissimo account twitter, @Cokeesports, secondo nelle logiche aziendali solo a quello del main brand @cocacola.

Tra i brand che stanno cavalcando l’onda del fenomeno spiccano poi Samsung, entrata nel segmento dell’e-Sports marketing come sponsor di una delle più importanti squadre coreane, ed Intel e Red Bull che sponsorizzano interi tornei (Intel Extreme Masters in un caso e Red Bull Factions in un altro).

Cosa spinge le aziende a mettere sul piatto investimenti sempre crescenti?

Sicuramente il target prestigioso: l’e-Sports marketing è il canale privilegiato per chi vuole agganciare i Millennials – oltre il 70% del pubblico di e-Sports è compreso tra i 16 ed i 34 anni – che spendono tantissime ore al giorno a guardare altri utenti che giocano online.

In secondo luogo, il tasso elevatissimo di coinvolgimento: gli e-Sports consentono ai brand più audaci di poter alimentare la fan base e di generare community molto fertili attorno al proprio marchio.

Senza dimenticare i tassi di conversione: le ore trascorse ad osservare partite virtuali aprono concretamente le porte al merchandising, al co-branding e alle opportunità di vendita durante lo streaming in diretta dei match.

Prossimo appuntamento? Forse Parigi 2024: è notizia recente, infatti, che il Comitato Olimpico Internazionale abbia riconosciuto gli e-Sports come attività sportiva e stia decidendo se includerli tra le discipline olimpiche.

E voi, ci sarete?